ULTIM’ORA Serie D, gli avvocati Nostro e Pirrello: “Avevamo chiesto anche il blocco dell’ultima giornata. Documentazione probatoria inoppugnabile. Basta poco per verificare. Vi diciamo entro quando si potrebbe sapere qualcosa”
Queste le parole durante la trasmissione AmaranTalk di Marco Pizzimenti degli avvocati Alessandro Nostro e Salvatore Pirrello, legali di Sancataldese e Acireale, che hanno annunciato di aver depositato un’integrazione all’esposto già presentato alla Procura Federale, allegando – a loro dire – “documentazione probatoria inoppugnabile”.
Per l’avvocato Nostro, si tratterebbe di elementi “top secret” ma tali da poter determinare “una svolta“, tanto da giustificare una richiesta immediata di sospensione non solo dei playoff e playout, ma anche degli effetti dell’ultima giornata di campionato. “Avevamo chiesto anche il blocco della 34a giornata. Gli elementi probatori – ha spiegato – determinano il periculum in mora di falsare letteralmente il campionato”.
Nel corso dell’intervento, Nostro ha chiarito la linea difensiva: la sanzione per loro ritenuta più corretta sarebbe in teoria l’esclusione del Messina dal campionato. “Non solo i tesseramenti sarebbero viziati – ha affermato – ma anche l’iscrizione stessa. Se il vizio è a monte, il Messina sarebbe un intruso nel campionato di Serie D”.
Da qui la netta presa di posizione contro ipotesi alternative: “Una penalizzazione significherebbe sanare qualcosa che non esiste. Non si può penalizzare un club che, secondo questa impostazione, non doveva nemmeno partecipare”. Stesso discorso per una eventuale retrocessione: “Sarebbe comunque una forma di sanatoria di un qualcosa di illegittimo”.
Per chiarire il concetto, l’avvocato ha utilizzato un esempio: “Se entro in un Paese con un passaporto con visto falso e, a causa della confusione, il controllo non se ne accorge e mi fa passare, non posso poi sostenere che il vizio sia sanato solo perché sono entrato. Se il visto è falso, resta falso”.
Il nodo tesseramenti e iscrizione
A rafforzare la tesi è intervenuto l’avvocato Pirrello, che ha distinto i due livelli della vicenda: “Se si trattasse solo di tesseramenti, si potrebbe parlare di penalizzazioni per ogni gara. Ma qui il problema riguarda anche l’iscrizione”.
Il legale, infatti, sottolinea come sia i contratti, sia i tesseramenti e perfino l’iscrizione al campionato sarebbero stati firmati da un soggetto inibito: “In questo caso è come se formalmente non esistesse nulla. Questo potrebbe portare all’esclusione”.
Pirrello ha inoltre ricordato l’origine dell’esposto: “Tutto nasce dal tesseramento del calciatore Aprile, avvenuto dopo la prima giornata, che ha quindi giocato senza essere regolarmente tesserato. Un dato oggettivo”.
“Bastano pochi minuti per verificare”
Alla domanda su quali siano le prove, Nostro ha evitato dettagli per ragioni di riservatezza, ma ha sottolineato: “L’indagine è documentale. Basta un controllo di pochi minuti per verificare”.
Pirrello ha ribadito lo stesso concetto, indicando una procedura semplice: “La Procura deve acquisire i documenti già in possesso della Federazione e verificare chi ha firmato iscrizione e tesseramenti. Se risulta un soggetto inibito, è automatico”.
Tempistiche e possibile stop
Sulle tempistiche, il legale ritiene ancora possibile un intervento rapido. “Non decidiamo noi i tempi – ha spiegato Pirrello – ma la verifica è semplice. In una settimana, dieci giorni, si può definire tutto. Se è troppo tardi per fermare il campionato e la post-season? La tempistica c’è, soprattutto per bloccare playoff e playout e garantire la regolarità”.
Nostro ha aggiunto che è stata avanzata una richiesta di provvedimenti urgenti ex articolo 119 del Codice di Giustizia Sportiva: “L’intervento deve essere immediato. Attendiamo la Procura”.
Attese nei prossimi giorni
Infine, sul possibile arrivo di novità, Nostro indica una finestra temporale ravvicinata: “Già tra lunedì e martedì potrebbe emergere qualcosa”.
Resta aperta anche la questione di eventuali azioni successive, come la revoca delle omologazioni delle gare: “Non posso rispondere – ha detto Nostro – perché c’è un’azione in atto”. CONTINUA A LEGGERE
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