Reggina, Torrisi: “Siamo stati costruiti per questo genere di partite, io vivo per questo. Non vedo in altre squadre le qualità dei nostri giocatori. La Reggina è obbligata a vincere il campionato, abbiamo una responsabilità verso i nostri tifosi”

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Come di consueta abitudine il giorno prima della partita, si è tenuta oggi la conferenza pre gara per quanto riguarda il match Igea Virtus-Reggina, in scena domani alle 14:30 al “d’Alcontres-Barone”.

Intervenuto ai microfoni il mister degli amaranto Torrisi, che parla del momento della squadra e della gara che li aspetta domani.
Queste alcune delle sue parole: “Sappiamo l’importanza della gara, la squadra è consapevole di quanto è importante questa partita per il nostro percorso e obiettivo finale. Siamo sereni e consapevoli di quella che sarà la partita. Sappiamo la nostra forza, sappiamo che incontriamo un avversario che a prescindere dalla penalizzazione, ha fatto sul campo qualcosa di straordinario. Coefficiente di gara altissimo, ma noi siamo stati costruiti per questo genere di partite.

Leggo un po’ la stampa e ho visto, per quel poco che mi riguarda, e ho capito che per l’Igea è una partita importante, forse è stata decifrata come una delle più importanti degli ultimi 20 anni da come leggevo e posso anche condividerlo perché è una squadra che fino a qualche giorno fa stava coltivando il sogno di andare in C e ad oggi si ritrova in una posizione di classifica dove non può più sbagliare altrimenti rischia eventualmente di non fare neanche i playoff.  Lo stato d’animo è giusto che sia così, però poi nel campo non vanno le chiacchiere ma i giocatori, e io penso di avere una squadra abbastanza forte per poter dimostrare di giocarsi una partita con un atteggiamento dominante sopratutto a livello mentale e psicologico, dove dobbiamo essere tatticamente perfetti e dobbiamo essere bravi ad adattarci soprattutto a livello emotivo ai vari momenti della gara.

Ci siamo ritrovati, io ho giocatori che hanno giocato in stadi importanti, siamo stati costruiti per questo genere di partite, il trascorso di tutti quelli che siamo qui, anche lo staff tecnico è abituato a questo tipo di partite, c’è gente che ha vinto. Io vivo per questo genere di partite. Se non facessimo questo vuol dire che staremmo facendo campionati anonimi e noi oltre ad avere questo nel nostro DNA, abbiamo il marchio, la maglia che indossiamo, che con tutto il rispetto per gli altri in questa categoria, sono pochissime le squadre che hanno il blasone e la storia del club e della gente che noi rappresentiamo.

Abbiamo lavorato sui nostri principi di gioco e abbiamo cercato di mettere in campo alcune idee proposte nelle settimane scorse, che potrebbero essere importanti a partita in corso, abbiamo lavorato su entrambe le fasi e soprattutto sull’atteggiamento. Dobbiamo essere tatticamente perfetti e dimostrare di avere personalità nell’autostima che ogni giocatore deve avere delle proprie qualità, personalità anche quando dobbiamo calciare in porta. Ho giocatori che se vogliono e fanno 10 minuti di quello che sono e sono stati negli anni, possono vincere le partite anche da soli, e io non vedo in altre squadre questo grande valore e qualità dei giocatori che abbiamo noi.

Potrebbe essere importante passare in vantaggio qualora poi il risultato finale ci premierebbe. Alla fine la cosa importante e provare a vincerla, poi se fai gol all’ultimo secondo o all’inizio della partita, purché sia un gol efficace lascia il tempo che trova. Sicuramente passare in vantaggio potrebbe essere un’ottima situazione che potrebbe diventare favorevole però sono dinamiche. L’importante che noi in tutti i modi proviamo a portare il risultato a casa. In queste partite il sistema di gioco lascia il tempo che trova, la media punti che abbiamo noi da quando sono arrivato io non ce l’ha nessuno, e quando abbiamo la nostra gente accanto possiamo fare tutto.

Nel calcio non esiste il mantenimento, la squadra ha avuto un momento di peggioramento, pian piano ha avuto una pausa, una flessione, che secondo me è fisiologica e logica. Noi pretendiamo sempre il massimo e non ci vogliamo mai accontentare. Sicuramente a Lamezia abbiamo avuto un atteggiamento sbagliato, però adesso abbiamo bene impresso in mente quello che si deve fare. Siamo in netta crescita e abbiamo fatto tantissimi passi in avanti per ritornare a quelli che siamo stati per tante settimane e che realmente siamo e che ci ha portato grandi risultati.

La partita dell’andata contro l’Igea ci dice tanto soprattutto sotto il profilo dell’autostima che dobbiamo avere noi. Era la mia seconda partita, era una squadra che veniva da un periodo di cambiamento tattico e psicologico, ma è stata una partita dove abbiamo preso un gol per una disattenzione nostra, non abbiamo mai subito l’Igea, quindi questo ci fa ben sperare perché quando non eravamo squadra come lo siamo adesso, abbiamo affrontato l’Igea rischiando poco, ed era un’Igea in un migliore momento sia di risultati e sia a livello mentale rispetto a quella che affrontiamo domani, quindi questo ci fa ben sperare per far capire a noi stessi quanto possiamo fare veramente bene.

È inutile nasconderlo, la Reggina deve ed è obbligata a vincere il campionato perché il blasone ha una storia, la società ha questa voglia. Tutti abbiamo a cuore le sorti della Reggina. Ho promesso a questa piazza che fino all’ultima giornata la Reggina deve obbligatoriamente lottare per arrivare in C. Se non mi sono sbilanciato più di tanto era perché ero consapevole del deficit con cui si stava partendo, ma i numeri della nostra gestione dicono che abbiamo fatto meglio degli altri, quindi qualcosa di positivo la stiamo facendo, ma non basta perché alla fine ha ragione chi vince, che ha sempre qualcosa più degli altri, ha fatto meglio degli altri, e chi perde spiega. Stiamo facendo un percorso che ci sta provando a portare alla vittoria e noi fino all’ultima giornata dobbiamo farlo. Abbiamo una responsabilità enorme nei confronti dei nostri tifosi che non possono tornare a casa delusi dalla prestazione della squadra e della proprietà che non fa mancare nulla, abbiamo l’obbligo per la maglia che indossiamo e sopratutto lo dobbiamo a noi stessi perché lavoriamo H24. Siamo consapevoli di quello che rappresentiamo, siamo la Reggina e lo dimostrano anche gli altri quando li affrontiamo quanto peso diamo”. CONTINUA A LEGGERE

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