Italia fuori dalla Word Cup 2026, Mister Coppa “”Siamo schiavi dei successi da mostrare, abbiamo perso l’essenza dello sport”
Meno di 24 ore fa assistevamo all’uscita dell’Italia dalla partecipazione al terzo mondiale consecutivo. Gli azzurri non prenderanno parte alla spedizione per Stati Uniti, Canada e Messico e saranno l’unica nazionale vittoriosa della competizione a non parteciparvi. La partita contro la Bosnia é stata l’ennesima dimostrazione di quanto a questa nazionale manchino dei leader e dei capisaldi ben orchestrati. In questa giornata, abbiamo sentito a caldo le parole di mister Marco Coppa, tecnico Uefa A che in passato ha allenato, fra le altre, Licata, Acireale, Akragas e Taormina, chiedendo a lui dei pareri sulla mancata qualificazione della nostra nazionale ai prossimi mondiali nel Nord America.
Mister Coppa, quali sono le sue sensazioni dopo la debacle azzurra in Bosnia?
“Ovviamente grande delusione, specialmente per i giovani (e parlo pure di 20enni), che non hanno ancora avuto la fortuna di assistere all’Italia ai mondiali. Anche perché, se dovessimo pensare al 2010 e 2014, le cose comunque non sono andate così bene per la nazionale.”
Dove si può ripartire e quali figure, secondo lei, possono rappresentare la rinascita del calcio italiano?
“Spesso e volentieri, quando parliamo del calcio di oggi, addebitiamo la responsabilità soltanto alla qualità dei calciatori, non facendo altro che continui confronti con i giocatori del passato. Quando invece credo che il problema principale stia nella perdita sempre più di interesse per questo sport, che diventa sempre più spettacolo dal vivo e televisivo, abbandonando tutto quello che di genuino aveva. Tutti pronti a stare dietro quelle telecamere, che è diventato il principale obiettivo di tutti gli addetti ai lavori, dai giocatori per finire alle teste che comandano. Perché siamo tutti condizionati dalla ricerca dell’approvazione altrui e dal mettere in mostra, tra l’altro a tutti i costi, solo i successi.”
Rifondare il calcio italiano secondo lei è possibile?
“Infine un pensiero rivolto ai settori giovanili. Perché non posso pensare che l’obiettivo di questi campionati debba essere il risultato sportivo e quindi la classifica e ancora allenarsi per l’obiettivo della partita domenicale.
L’ obiettivo principale dovrebbe essere la crescita individuale di ognuno di questi ragazzi, tirando delle linee durante l’anno, rispettando degli step da raggiungere, per poi passare assolutamente in secondo piano la vittoria o la sconfitta o addirittura forse, cosa ancora più intelligente, sarebbe pensare di non dover fare neppure classifica per alcuni campionati, in particolare, e così facendo si ridurrebbe tanto anche l’agonismo dei genitori che supera quello dei ragazzi a volte.”
