Reggina, Torrisi: “Domani? Verranno qui con il coltello tra i denti. Domenica partita sbagliata, è stato un livello basso che non mi appartiene”

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Sì è tenuta oggi venerdì 27 febbraio la consueta conferenza pre partita di mister Torrisi, allenatore della Reggina.

In anticipo rispetto alle altre settimane in quanto gli amaranto sfideranno in anticipo domani, sabato 28 febbraio la Sancataldese alle 20:00 allo stadio “Oreste Granillo”.

Intervenuto ai microfoni il mister ha parlato della sconfitta subita domenica a Lamezia contro la Vigor per 2-0, sul momento della squadra e sulla sfida che li attende domani.

Queste alcune delle sue dichiarazioni: “La responsabilità ce la siamo presa nel momento in cui tutti abbiamo firmato un contratto per questa società. Di conseguenza abbiamo il dovere di rappresentare in maniera importante i colori amaranto. Il messaggio è un gesto che ci sentivamo di fare, soprattutto nei confronti di quelle mille persone che sono venute a Lamezia e per l’altra parte importante e vera della tifoseria che ci sostiene. Ma era più che altro per far capire che nonostante questi due schiaffi non molleremo un centimetro, saremo lì sul pezzo e fino alla fine cercheremo di rincorrere a tutti i costi il nostro obiettivo. Era un dovere morale fare ciò.

Quello che ho detto in conferenza post partita lo penso, non faccio dichiarazioni su situazioni o per prese di pancia, ce lo avevo ben chiaro e l’ho pensato. Ne ho parlato con la squadra e lo riconfermo, perché con quel livello lì non riusciremo mai a vincere una gara, è un livello basso che non mi appartiene e a noi non ci può appartenere. Ho sempre avuto uno spirito da guerriero e combattivo. Quel livello a noi non può portarci punti, se vogliamo tornare ai nostri livelli dobbiamo sicuramente sistemare qualcosa a livello mentale e tattico. Sul discorso dei musi lunghi, in una squadra che ha ambizioni ed in una società come questa è normale avere una rosa di 30 giocatori, abbiamo dimostrato che nonostante abbiamo una rosa abbastanza elevata, abbiamo visto che la partita in casa con il Milazzo avevamo 10 giocatori fuori. Ed è normale che c’è bisogno di giocatori che hanno la mente allenata a poter subire o una titolarità o una tribuna o una panchina. Quando tu giochi per la Reggina, un club importante dove devi rincorrere un sogno e un obiettivo che hai prefissato a inizio stagione, devi saper gestire le tue emozioni a una tribuna o non convocazione, qualora qualcuno non riuscisse a fare ciò, io non posso permettere a nessuno di trasferire pensieri negativi e di conseguenza negatività, quindi ho “rimesso le cose a posto” dicendo che qualora qualcuno, ma non in malafede, perché ci vuole struttura mentale, essere abituati a vincere, ma magari qualcuno ancora non ha bene impresso ciò, magari qualcuno ha bisogno di altri tempi per adattarsi a ciò, ma i tempi qui sono stretti, quindi io non posso permettere di influenzare lo stato d’animo di una squadra, dove anche inconsciamente, va a mettere negatività che a me non piacciono, e quindi non perdo tempo a rincuorare nessuno, la linea è questa, dobbiamo andare al massimo e l’obiettivo è sempre parlare di noi, e non del singolo, dobbiamo essere consapevoli quando andiamo a lavorare per un club dei pro e contro.

Con quell’atteggiamento non si va da nessuna parte, l’obiettivo è stato da parte di tutti quello di rimettersi in carreggiata. Adesso tutto quello che diciamo lascia il tempo che trova, la risposta la darà il campo domani sera, sono abbastanza curioso e sereno che dal campo avrò le risposte che devo dare. A livello tattico stiamo cercando di cambiare qualcosa, ma deve essere una conseguenza, dobbiamo cambiare il livello mentale che abbiamo avuto soprattutto nel secondo tempo a Lamezia, è un livello basso in cui io non mi rappresento e neanche la squadra perché ha abituato tutti a qualcosa di diverso.

Barillà e Di Grazia saranno indisponibili, quest’ultimo rimarrà fuori almeno un mesetto per una lesione.

Domenica abbiamo sbagliato la partita, c’è poco da analizzare. Io penso che questa è una squadra che dopo la vittoria di Caltanissetta si è un po’ imborghesita, e domenica ho visto una Reggina che vedevo nei mesi di settembre e ottobre, una Reggina presuntuosa che pensava di vincere le partite solo perché è la più forte. Questo pensiero maligno e cattivo deriva anche dai dodici risultati utili consecutivi, in questa parte di campionato la squadra si è auto convinta di essere la più forte perché questi risultati non li ha fatti nessuno. Se tu vuoi vincere però non puoi avere queste pause. Sono stati fatti degli errori che non si potevano fare in questa parte di stagione. Mi auguro che questo sia quello che ci ha aperto gli orizzonti per capire cosa non bisogna fare per vincere le partite.

Ho detto che chi deve fare dei gol e per fare dei gol serve un atteggiamento diverso, ma non è rivolto verso nessuno in particolare, è un discorso che ho messo agli occhi di tutti perché se noi entriamo in area e prendiamo la traversa e ci intestardiamo al posto di fare assist, ma era un discorso generico su chi fa parte del reparto offensivo che deve fare qualcosa di più sulla cattiveria.

Dietro ogni scelta c’è un percorso settimanale che ci porterà a capire lo stato di performance dei giocatori e sullo stato d’animo non dettato per forza dalla condizione fisica.

Penso che alla fine l’unica cosa che conta per il nostro futuro dipende da noi stessi. Se noi vogliamo restare in quel livello di domenica a questo campionato abbiamo poco da dire, ma io sono quasi certo che quel livello è stato il punto più basso in assoluto e ci dà consapevolezza di quello che deve essere il nostro percorso. Il nostro avversario piuttosto siamo noi stessi, se noi sistemiamo alcune situazioni tattiche e mentali riprenderemo il nostro percorso, su cui abbiamo già dimostrato quanto possiamo incidere e fare mettendo gli attributi dimostrando che l’unica medicina è stata pareggiare la fame e la cattiveria agonistica con le altre squadre, quando la Reggina fa questo non ha rivali. Il destino è nelle nostre mani, se ci rimettiamo a posto alziamo il livello, ridiventiamo una squadra di operai sopratutto quando non abbiamo la palla e penso che il percorso lo conosciamo già.

La Sancataldese ha una squadra che ha un allenatore che io stimo ed è un amico. Verranno qui con il coltello tra i denti e con la fame per fare punti per la salvezza, ma la nostra è una fame diversa, più importante perché c’è anche lo spirito di rivalsa. L’avversario deve essere affrontato con la fame giusta perche Dobbiamo fare i fatti e dimostrare che abbiamo chiaro ciò che non è andato bene domenica. La nostra ambizione non deve averla nessuno, è la più importante. Dobbiamo dimostrare che ci rialziamo subito da questa brutta caduta e passare come un brutto scivolone”. CONTINUA A LEGGERE

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