ESCLUSIVA Nissa, il dg Castronovo: “Stagione nettamente positiva. Noi stiamo vivendo un sogno ma anche il Savoia deve vincerle tutte. Igea Virtus? Tra le più forti e senza la penalizzazione sarebbe stata con le altre a lottare. Ringrazio Giovannone, i tifosi e mio figlio”

Abbiamo intervistato in esclusiva per PascalDesiato.com Giovanni Castronovo, direttore generale della Nissa, che parla del momento del club siciliano a tre giornate dal termine del Girone I di Serie D.
Direttore iniziamo con un bilancio sulla stagione della Nissa e se si aspettava di essere in testa alla classifica a tre giornate dal termine? “Se ad inizio stagione mi avessero chiesto di firmare per essere a tre giornate dalla fine al comando, sebbene in condominio con il Savoia, certamente lo avrei fatto. Ragion per cui, ad oggi, il bilancio della stagione della Nissa è nettamente positivo, poiché perfettamente in linea con i programmi stilati ad inizio di stagione. Siamo stati bravi a superare i momenti di crisi tecnica e di risultati che ci hanno portato a cambiare la guida tecnica, e soprattutto a ripartire dopo la sconfitta interna con la Reggina, quando tutti ritenevano impossibile una nostra rimonta. Fondamentale è stato il lavoro svolto nello spogliatoio e fuori dal campo dal duo Antonio Marrone e Lorenzo Giovannone, che hanno riportato la giusta serenità nel gruppo squadra, oltre al sostegno di tutta la società con in primis il patron Luca Giovannone, e la dirigenza tutta, in ogni sua componente (su tutti Savio Ferreri ed i fratelli Panepinto), che non ha lesinato sforzi economici per rinforzare la squadra, pagando sempre con grande puntualità le spettanze ai calciatori. Ma tutto ciò non sarebbe mai potuto accadere senza il grande lavoro quotidiano dello staff tecnico e del gruppo squadra (supportato dagli instancabili Massimo Scribani ed Alessandro Bonanno, veri cuori biancoscudati), dal nostro grande capitano Ciccio Agnello a tutti gli altri, perché è composto innanzitutto da uomini veri, che si sono cuciti addosso la casacca biancoscudata, ma che sono anche calciatori di alto profilo tecnico. Adesso si respira un clima di grande serenità e positività, con un’invidiabile comunione d’intenti. Vedere in panchina gente come Oliver Kragl, Manuel Sarao ed Amedeo Silvestri incitare i compagni e correre in campo come dei ragazzini ad abbracciare chi segna, costituisce la prova tangibile dell’atmosfera che si respira in casa Nissa. Non esistono invidie o gelosie tra i vari giocatori, ma solo una sana competizione; chi non gioca dall’inizio o addirittura va in tribuna non ha mai polemizzato, perché sono tutti focalizzati sul raggiungimento dell’obiettivo finale che tutti desideriamo. Ed a differenza di altre squadre, proprio la nostra panchina rappresenta il punto di forza del gruppo, perché ogni volta che qualcuno è chiamato a fornire il proprio contributo alla causa, lo fa sempre nel migliore dei modi, incidendo spesso sul risultato finale delle gare”.
Chi aveva ad inizio stagione i favori del pronostico e chi lo ha adesso per lei? “Sicuramente a detta di tutti gli addetti ai lavori la Reggina era la squadra da battere. Poi si parlava del Savoia e dopo della Nissa. Al momento, classifica alla mano, ritengo che Savoia e Nissa abbiano il 40% ciascuno di possibilità di conquistare la promozione, mentre la Reggina il 20%. Noi stiamo vivendo un vero e proprio sogno dal quale non vorremmo mai svegliarci, ma anche il Savoia deve vincerle tutte. Se non dovesse vincere il campionato (così come la Reggina) sarebbe un’annata ceramente non soddisfacente. Ragion per cui, la Nissa farà la sua parte fino all’ultimo, cercando di ottenere il massimo della posta in palio nelle tre gare rimaste, vivendo fino in fondo questa favola che abbiamo costruito ogni giorno, con l’auspicio che come tutte le favole, ci sia un lieto fine”.
Corrisponde al vero la voce che portare Di Gaetano a Caltanissetta sia stata una sua intuizione? Cosa ha visto in lui la Nissa più degli altri? “Vorrei fare una volta e per tutte chiarezza su questo punto. Quando l’area tecnica ha deciso l’esonero del precedente allenatore, essendo il direttore generale del club, è stato chiesto il mio parere. E senza indugiare un secondo ho fatto solo ed esclusivamente il nome di Ciccio Di Gaetano, per una serie di ragioni. Intanto, a prescindere dal rapporto di amicizia personale che ci lega, è un ottimo tecnico, avendo, negli ultimi anni dimostrato di dare una ben precisa identità tattica alle sue squadre, anche quando le stesse erano composte da tanti giovani. Poi ho avuto già modo di lavorare lui all’Akragas (insieme al suo fidato secondo Vicio Porretto ed al preparatore atletico Salvatore Munda), per cui conoscevo già le sue metodologie di lavoro, che sono perfettamente in linea con il mio modo di vedere il calcio. Ed inoltre, in quel momento storico, andava compiuta anche “un’operazione simpatia” verso la tifoseria, che giustamente ci stava contestando; e quindi ho ritenuto che portare a Caltanissetta un uomo che rappresenta un’icona della storia della Nissa, avendo vestito la maglia biancoscudata con la quale ha realizzato una valanga di reti, sarebbe stata una mossa azzeccata. Ho esternato il mio pensiero al patron Luca Giovannone ed al direttore sportivo, i quali hanno condiviso la mia opinione, avviando e concludendo loro la trattativa con Di Gaetano, dalla quale sono rimasto fuori, perché quello non era il mio compito. Vorrei aggiungere che trattasi di un tecnico assai stimato in tutto il panorama calcistico nazionale, anche per il fatto che, prima ancora della chiamata della Nissa, già il Gela ed il Fasano lo avevano contattato, ed il mister stava riflettendo sulla scelta da compiere. Ma chiaramente quando ha ricevuto la nostra chiamata è venuto immediatamente, rifiutando le altre offerte, anche economicamente più vantaggiose, perché è noto a tutti il forte legame esistente tra Ciccio Di Gaetano e la città di Caltanissetta. Questa è la fedele e reale narrazione dei fatti che hanno portato il mister palermitano a sedersi sulla panchina della Nissa”.
L’episodio che ha dato la svolta a questa stagione? “Penso che la vittoria di Favara, maturata al novantaquattresimo, grazie al gol di Alessandro Provenzano, abbia fatto scattare nella mente di tutto l’ambiente quella scintilla necessaria per credere in modo più convinto in quel miracolo calcistico che abbiamo realizzato tutti insieme. Pensare un mese fa alla Nissa prima in classifica, era una vera utopia per tanti, ma non per il mondo Nissa. Nel frattempo il lavoro giornaliero sul campo di mister Di Gaetano, svolti di concerto con il suo ottimo staff, ha migliorato notevolmente la squadra, sia sotto un profilo tecnico-tattico che fisico. E così i ragazzi hanno recepito meglio il suo credo calcistico, ma soprattutto la fame e l’umiltà che contraddistingue il nostro tecnico, e che ha determinato un migliore approccio alle gare. E così, vittoria dopo vittoria, è migliorata anche l’autostima del gruppo, che oggi è pienamente consapevole del suo enorme potenziale”.
È al suo primo anno a Caltanissetta che rapporto ha instaurato con la piazza? “Ho avuto sin da subito un ottimo impatto con la dirigenza e la squadra, ma anche con la città ed i tifosi biancoscudati, che mi hanno accolto con affetto e stima. In particolare degni di citazione sono gli splendidi ultras della Curva Nord, che ci seguono ovunque (quando le trasferte sono consentite, anche in fuori casa), che ci hanno incitato e sostenuto sempre, anche nei momenti più difficili. Ritengo che Caltanissetta sia una città assolutamente vivibile, composta da gente davvero perbene e disponibile, dotata di uno splendido impianto sportivo, qual è lo stadio Marco Tomaselli, che può consentire una seria programmazione sportiva anche tra i professionisti. Mi trovo talmente bene che, se qualcuno non mi caccerà via, ho intenzione di rimanerci più a lungo possibile. Ovviamente sempre e solo al fianco di Luca Giovannone”.
Parliamo del match contro l’Enna con uno stadio che probabilmente sarà sold out, quanto potrebbe essere decisivo questo fattore? “La partita è parecchio insidiosa perché l’Enna ha un organico giovane ma di grande valore. Tant’è che mercoledì la Reggina ha dovuto sudare le proverbiali sette camice per riuscire a batterli di misura. Però in questo momento, che l’avversario di turno si chiami Enna o Savoia, poco importa. Dobbiamo concentrarci al meglio per disputare grande partita, e se la Nissa giocherà come sa, con grinta, voglia di vincere, mettendo sul campo tutte le sue qualità tecniche, ritengo che abbiamo tutte le carte in regola per conquistare i tre punti, che sono assolutamente fondamentali se vogliamo coltivare il nostro grande sogno. Dalla prevendita e dal tam tam sui social, pare debba esserci il pubblico delle grandi occasioni. E se saremo spinti dal tifo dei nostri sostenitori, ritengo che nessun traguardo ci può essere precluso. Colgo l’occasione per rivolgere un accorato invito alla città di Caltanissetta, che purtroppo si vede spesso relegata all’ultimo posto delle classifiche nazionali per la qualità della vita ed i servizi. Il calcio può e deve costituire un momento di riscatto sociale. Per cui mi auguro che anche chi non è mai venuto fino ad ora allo stadio, domenica venga a sostenerci. Lo merita il patron Luca Giovannone e tutta la dirigenza per le risorse che ha investito sul progetto Nissa, lo merita la squadra e lo staff tecnico. Per cui mi auguro di vedere domenica uno stadio gremito e colorato di giallorosso, pronto a gridare compatto “forza Nissa”.
La vostra possibile rivale principale ossia il Savoia affronta l’Igea Virtus, come prevede possa essere questa partita? “Anche il Savoia incontrerà una grande squadra qual è l’Igea Virtus, a mio avviso la compagine più forte del girone, che senza i 5 punti di penalizzazione, sarebbe insieme a noi, Savoia e Reggina, a lottare per la vittoria finale. Oggi però è addirittura fuori dai play off. Per cui penso che pur essendo favorito il Savoia, l’Igea Virtus non andrà a fare di certo una scampagnata. Anche perché da ciò che mi ha detto quando è venuto a Caltanissetta, il loro grande presidente Immacolato Bonina, tiene molto a questa gara, per tanti motivi, soprattutto per dimostrare la vera forza della sua squadra. Ed inoltre annovera tra le sue fila calciatori di grande spessore tecnico e temperamentale, come Calafiore, Maltese e Samakè, che non mollano mai e meriterebbero di disputare i play off da protagonisti”.
Ha già progetti per il suo futuro. Quale sarebbe il suo desiderio? “Parlare di futuro adesso è assai prematuro. Sono solo concentrato su quello che è il nostro sogno, e farò la mia parte fino in fondo affinché possa diventare realtà. Come ho già detto, per me la Nissa ha la priorità su tutto. Sia per la fiducia concessami, che per il fatto che ho trascorso un’annata calcistica che, comunque vada, resterà indimenticabile. Se finito il campionato, il patron Luca Giovannone riterrà che ho ben operato, e vorrà rinnovarmi la sua fiducia, sarei felicissimo di rimanere. Viceversa valuterò altri progetti parimenti seri, anche di categoria inferiore, perché senza calcio, purtroppo, non saprei starci”.
Sente di ringraziare qualcuno? “È doveroso ringraziare, in primis, il mio amico Luca Giovannone per l’onore che mi ha dato, rendendomi parte integrante del suo progetto calcisticico. E poi tutta la dirigenza, lo staff tecnico ed i giocatori perché se sto vivendo questo sogno è solo grazie a loro. Ma consentimi di rivolgere un ringraziamento speciale a mio figlio Salvatore, al quale ho contagiato la passione per la Nissa e l’amore verso la città di Caltanissetta. È colui il quale mi ha seguito sin dal giorno della mia presentazione ufficiale alla stampa, sostenendomi nei momenti di difficoltà e esultando insieme a me nelle vittorie. Ed è per questo che mi auguro tanto che il grande sogno si avveri, per regalare anche a lui questa immensa gioia”.
