ULTIM’ORA Savoia, Emanuele Filiberto: “Torre Annunziata merita rispetto”
Le parole di Emanuele Filiberto.
“Sono passati tre anni.
Tre anni da quella foto scattata il 24 gennaio 2023, dentro il Comune di Torre Annunziata.
Su quelle sedie sedevano uomini dello Stato. Uomini veri. Uomini che parlavano, ascoltavano, convocavano, decidevano.
C’era dialogo.
C’erano risposte.
C’era lo Stato.
Anche quando i tempi si allungavano, anche quando gli impegni venivano disattesi, c’era una cosa che non mancava mai: il rispetto.
Perché su quelle sedie non sedevano solo funzionari.
Sedevano uomini mandati dallo Stato per liberare questa città da un sistema che l’ha soffocata per troppo tempo.
E insieme a loro c’eravamo anche noi.
Noi che siamo arrivati qui con un solo obiettivo, togliere il Savoia dalle mani sbagliate e restituirlo alla città.
Poi quegli uomini sono andati via.
E con loro è sparito tutto.
È sparito il dialogo.
Sono sparite le risposte.
Sono sparite le porte aperte.
È rimasto solo il silenzio.
Un silenzio fatto di telefonate senza risposta, PEC ignorate, richieste lasciate cadere nel vuoto.
Un silenzio che oggi pesa più di qualsiasi ostacolo.
Noi non accusiamo.
Non puntiamo il dito.
Ma i fatti parlano.
Promesse non mantenute.
Procedure in ritardo.
Bandi arrivati tardi e in forme discutibili.
Comunicazioni ufficiali rimaste senza risposta.
E poi coincidenze, sempre nei momenti più importanti:
blackout prima di una partita decisiva,
problemi strutturali alla vigilia di gare fondamentali,
provvedimenti improvvisi a ridosso degli incontri.
Oggi, invece, il nulla.
Quando c’erano gli uomini dello Stato, tutto questo non accadeva.
Oggi ci chiediamo: perché?
Perché prima si dialogava e oggi no?
Perché prima si lavorava insieme e oggi non ci è più nemmeno concesso parlare?
Perché le porte che erano aperte oggi sono chiuse?
Non abbiamo certezze.
Ma abbiamo il dovere di fare queste domande.
Noi vogliamo una sola cosa:
ridare dignità a questa città.
Non cerchiamo scontri.
Non cerchiamo polemiche.
Cerchiamo verità, trasparenza e rispetto.
Per questo abbiamo già esposto agli organi competenti tutto ciò che sta accadendo.
E c’è un passaggio che non può essere ignorato.
In occasione del quarantesimo anniversario di Giancarlo Siani, simbolo della lotta alla camorra e del coraggio di chi sta dalla parte dello Stato, abbiamo detto pubblicamente una cosa semplice ma chiara:
“Noi siamo Giancarlo Siani.”
Lo abbiamo fatto perché crediamo nella legalità.
Lo abbiamo fatto perché crediamo nello Stato.
Ma da quel momento, qualcosa è cambiato.
Le porte si sono chiuse ancora di più.
Noi non sappiamo perché.
Ma sappiamo che in una città come Torre Annunziata, questo non è un dettaglio.
Per questo motivo, abbiamo deciso di rivolgerci al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Interno, al Ministro dello Sport, al Ministro della Giustizia, al Prefetto di Napoli e al Questore di Napoli.
Perché ciò che sta accadendo non è solo sport.
È una questione di legalità.
È una questione di Stato.
E quando lo Stato arretra, qualcuno avanza.
Ma una cosa sia chiara a tutti.
Noi non ci fermeremo.
Continueremo questa lotta sul campo, partita dopo partita, per vincere il campionato.
E continueremo questa battaglia anche fuori dal campo, con la stessa determinazione.
Per i nostri tifosi.
Per la parte sana di Torre Annunziata.
Per il nostro Savoia.
Fino alla fine. Avanti Torre Annunziata! Avanti Savoia. 𝑬𝒎𝒂𝒏𝒖𝒆𝒍𝒆 𝑭𝒊𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝑺𝒂𝒗𝒐𝒊𝒂”. CONTINUA A LEGGERE
