ESCLUSIVA, il ds Castorina: “Gironi H e I i più entusiasmanti. Vi dico chi mi ha sorpreso in positivo e negativo. Futuro? Il progetto e la proprietà saranno il valore aggiunto per la mia scelta”

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Castorina

Intervista esclusiva per PascalDesiato.com a Salvo Castorina, ex direttore sportivo di  Siracusa e Matera tra le altre. Con il club aretuseo è stato protagonista della promozione in Serie D e l’anno successivo ha portato il club a ridosso del primo posto per dopo andare via a dicembre, invece la passata stagione con il Matera ha sfiorato la qualificazione ai play off nel Girone H di Serie D, nonostante le tante vicissitudini che hanno accompagnato il club lucano.

Direttore come valuta il livello competitivo dei Gironi F, G, H e I di questa stagione di Serie D? “Ciao Pascal, è da un po’ che non ci sentiamo ma è sempre un piacere parlare con te. Sicuramente, per ragioni geografiche sono riuscito a seguire maggiormente questi quattro gironi di serie D. Si sono dimostrati abbastanza competitivi, vuoi per la storicità di alcune piazze ma anche per la qualità delle rose che compongono le varie squadre, naturalmente ognuna per il tipo di campionato che si era prefissata di raggiungere. Adesso si entra nella fase finale della stagione, quella più adrenalinica che è anche quella dei verdetti, quella che dirà se si è lavorato bene o male e che vedrà, come capita spesso, molti scontenti perché il campo darà i suoi verdetti insindacabili”.

Quale girone ritiene più equilibrato e perché? “Devo dire che in vetta, a parte il girone G che ha visto protagonista assoluta la Scafatese, negli altri tre, F/H/I
c’è molto equilibrio. Ancona, Ostiamare e Teramo nel Girone F, Barletta, Paganese Martina e Fasano nel Girone H e
Athletic Palermo, Nissa, Savoia, Reggina e Igea Virtus nel Girone I. In coda in zona playout in tutti e quattro i gironi invece c’è tantissima bagarre e sarà lotta fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata per provare ad evitarli e salvarsi direttamente.
I gironi più entusiasmanti sono senza dubbio il girone H e il giorne I.
La differenza secondo me è che nel girone H il Barletta, conquistata la vetta, difficilmente si farà sfuggire la vittoria finale. Nel girone I
l’equilibrio continuerà ancora e si deciderà tutto nelle ultimissime giornate di campionato. Reggina e Nissa ci proveranno fino all’ultimo, le altre hanno sprecato qualche occasione di troppo e per l’Igea la penalizzazione risulterà determinante”.

Ci sono squadre che l’hanno sorpresa particolarmente, in positivo o in negativo? “Analizzando i vari gironi mi aspettavo qualcosa in più e per le aspettative estive o per quanto fatto nella prima parte della stagione sia dall’Aquila nel Girone F che dalla Nocerina nel Girone G.
In corsa nel Girone H e nel Girone I sia la Virtus Francavilla che la Gelbison hanno raddrizzato una stagione partita male ma che adesso le vede vicinissime ai playoff, obiettivo minimo ma impensabile agli inizi di dicembre. Sta facendo molto bene da neo promossa il Monastir nel girone G trascinata dall’attaccante Alessandro Aloia mio ex giocatore ai tempi dell’Acireale.
Per il resto le squadre che lottano per la vittoria finale più o meno stanno rispettando le aspettative, magari avrebbero sperato in un cammino meno tortuoso, ma il calcio è bello anche per questo”.

Che differenze nota tra questi gironi e quelli del Nord in termini di qualità e organizzazione? “Parlando con qualche collega ds che lavora al nord, devo dire che ci sono molte similitudini tra i gironi del nord e quelli del sud.
Sicuramente dal punto di vista degli investimenti, ogni mondo è paese e quindi i numeri economici sono simili, magari al nord c’è la possibilità, viste le tante squadre professionistiche presenti sul territorio,di riuscire a gestire maggiormente eventuali progetti che puntino sulla valorizzazione dei giovani ma quando devi provare a vincere l’impegno economico è quello più o meno.
Il sud è più caldo ha “piazze” con maggiore presenza di spettatori sugli spalti e rende questi gironi più affascinanti”.

Qual è la difficoltà principale nel costruire una squadra competitiva in Serie D? “Non ci sono difficoltà sostanziali nel costruire squadre competitive o che comunque rispettivo gli obiettivi prefissati dalle proprietà.
Semmai un aspetto da non sottovalutare, anzi tutt’altro, è quello della gestione della stagione sportiva e non.
Gestire la quotidianità, gestire le problematiche ove si presentino, gestire le sconfitte ma sembrerà strano anche gestire le vittorie, gestire gli umori.
Bisogna essere equilibrati ma sopratutto credibili, con i calciatori con gli staff con il tecnico e con la proprietà”.

Che progetto dovrebbe avere una società per convincerla ad accettare una nuova sfida? “Ancora è presto per parlare di futuro, è necessario che finiscano i campionati e che poi le proprietà smaltiscano le “tossine” della stagione in corso. Sicuramente la bontà del progetto e della proprietà saranno un valore aggiunto nella scelta. In fondo credo che ormai
le società sono delle aziende a tutti gli effetti ed avere dirigenti bravi e preparati può essere un plus che può fare la differenza”.

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