ULTIM’ORA Reggina, Ballarino: “Chiedo scusa alla città. Ci prendiamo 24 ore per decidere alcune cose”

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Le parole del presidente Minniti e del patron Ballarino dopo la sconfitta della Reggina contro l’Acireale.

Minniti: “Abbiamo avuto una breve riunione insieme al dottor Ballarino in cui abbiamo fatto il punto della situazione e delle scelte. Entrambi chiediamo scusa alla tifoseria amaranto per quello successo oggi. Abbiamo preso decisioni importanti”

Ballarino: “Chiedo scusa alla città di Reggio Calabria. Quello che è successo in questo campionato, abbiamo cercato di raddrizzarlo in tutti i modi e le maniere, anche quando tutti pensavano che avevamo la corazzata ci siamo trovati all’improvviso con un’armata, eppure eravamo riusciti a raddrizzare il timone e ritrovarci in una situazione anche positiva. Oggi mi sono vergognato pure di me stesso, di questa squadra, non so cosa è successo in queste ultime settimane, non vedo più la squadra che lottava e voleva vincere a tutti i costi. Questa battuta di arresto ci mette davanti ad una situazione paradossale, potremmo prendere tutte le decisioni che vogliamo in questo momento e sarebbero tutte giuste. La prima cosa che viene in mente è dare un calcio in culo a tutti, però io devo avere prima di tutto rispetto per Reggio Calabria. Ci prendiamo 24 ore di tempo per decidere alcune cose, ma sicuramente questo non passerà inosservato.
Il calcio non è una scienza esatta, quando dopo 8 partite abbiamo preso delle decisioni qualcuno diceva che stavamo smobilitando una squadra, io dico che la stavamo bonificando. Sembrava che le cose fatte avessero dato i frutti sperati, È chiaro che a 7 partite dalla fine tutto può succedere, dobbiamo capire con il mister quali sono i 18/20 giocatori che da qui alla fine ci possono servire. Non abbiamo bisogno di giocatori, ora abbiamo bisogno di uomini, se riusciamo a fare questo saremo bravi, se non ci riusciamo è andata. Oggi il problema non era chi andava in campo, ma chi entrava in campo per vincere. Oggi ho visto calciatori che avevano paura di tirare in porta, per questo dobbiamo scegliere chi ci accompagnerà fino alla fine. Oggi ci stiamo mettendo la faccia, sicuramente noi siamo i colpevoli, perché poi alla fine le scelte le fa la società e se oggi ci troviamo qui è perché la società sicuramente ha sbagliato. A un certo punto noi abbiamo pensato che la cosa importante era vincere, se dopo il nostro quattordicesimo posto mi avessero detto che mi trovavo a Lamezia, a -2 dalla capolista e perdevo solo una partita ci avrei messo la firma. Questa squadra dopo la grande rincorsa è crollata e pensare di riuscire a come fare per rimetterla in sesto non è facile, è crollata mentalmente. Chi è entrato in campo è stato peggio di quelli che non c’erano. Ho messo la faccia nei momenti critici, lasciando agli altri i momenti belli e oggi sono qua a metterci la faccia, chiedere scusa ed essere pronto a qualsiasi tipo di decisione, siamo pronti a farci da parte. Se arriva uno vero, pronto, per rispetto di Reggio Calabria sono pronto a qualsiasi decisione, ed io in questo momento mi aspetto proprio questo. Nella vita arriva un momento in cui bisogna essere coscienti di averle tentate tutte e di non avercela fatta. Non abbandono, non abbandoniamo, ma siamo pronti, perché non ci sono altre spiegazioni e situazioni. Non è un problema di uomini, perché abbiamo giocatori che tutti ci invidiano, soltanto che ad oggi siamo a 7 punti di distacco dalla capolista, quindi la società si mette in discussione, sono realista.
Non c’è stato nulla di fatti reali, in un organico di 31 calciatori ci può essere sempre il calciatore che resta scontento perché sta fuori, ma si gioca in 11 e si va in panchina con altri 9, se giochi nella Reggina devi capire che puoi anche rimanere fuori, altrimenti vai in un’altra squadra. Se qualcuno non era contento e quando ha avuto il momento di giocare non è stato in grado se si ha paura di tirare in porta.
Entro 24 ore prenderemo decisioni per chi ci può andare ancora una mano da qui fino alla fine del campionato, lo decideremo con il mister. Siamo pronti a fare o un passo indietro o un passo di lato.
L’unica cosa che posso dire è che oltre a qualcuno che stando fuori ci resta male, non sono sorte particolari situazioni. Il rapporto tra i calciatori e il mister è un rapporto forte, di stima reciproca, quindi non credo ci siano motivazioni ad oggi che hanno portato un giocatore X a tirare in porta perché ce l’ha con il mister, ma perché ha paura di tirare. Escludo in maniera categorica che ci siano particolari situazioni, così come escludo i discorsi sugli stipendi”.

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