ULTIM’ORA Trapani, sospesi due membri dello staff. Antonini: “Il responsabile sono io perché ho confermato persone che hanno portato risultati deludenti. Il tempo dei saluti sta arrivando. E come tutto nella mia vita, sarà assai fragoroso. Per lo meno gli errori fatti in questi 3 anni serviranno per la prossima squadra da guidare”

Il Trapani comunica di aver sospeso con effetto immediato i signori Mazzola e Spataro, membri dello staff tecnico, per comportamenti gravi tenuti negli ultimi giorni, ed ha dato mandato di agire a propria tutela nei confronti di questi due signori. Tali comportamenti sono nati dal rifiuto di una scelta precisa della società: riportare la squadra ad allenarsi a Trapani, invece di lasciarla lontana da casa, a Palermo dove guarda caso vivono questi signori. Atteggiamenti che sono stati inoltre tollerati da chi li aveva voluti a Trapani, nonostante esperienze passate molto negative.
Il campo Mokarta di Erice è un impianto bello e completo, con tutto ciò che serve agli allenamenti di una squadra di Serie D. È anche al centro del progetto di ristrutturazione discusso più volte negli ultimi giorni con il Comune di Erice, compresa la possibilità di disputarvi le gare a porte chiuse. Per il Presidente Antonini è la soluzione giusta.
Lo staff tecnico ha manifestato più volte la volontà di essere esonerato, con il chiaro obiettivo di prendersi lo stipendio seduti sul divano e la società ha sempre respinto questa richiesta. La situazione che stiamo vivendo è causata come tutti sanno in larga parte dal Libero Consorzio, che ha di fatto cacciato la squadra da Trapani. In un momento del genere la società chiede a tutti lo stesso spirito e la stessa collaborazione, anche nelle sconfitte. Si vince insieme e si perde insieme. Questo vale anche per uno staff che, dopo quattro sconfitte consecutive, sembra più interessato ad andarsene con lo stipendio garantito che a rimettere in piedi la squadra, con la quale anzi sta attuando l’atteggiamento tipico di chi vuole fomentare ulteriori proteste per annacquare la loro gravissima posizione.
Nelle ultime ore i soliti organi di disinformazione locale hanno diffuso la notizia di una squadra “in rivolta”. È falsa. Tra fine luglio e agosto, al momento della firma dei contratti, la grande maggioranza della prima squadra ha ricevuto due mensilità anticipate. Chi non aveva ricevuto acconti sta ricevendo in questi giorni il primo stipendio.
Come ha già dichiarato il Presidente Antonini, fare calcio senza stadio, senza tifosi e senza sponsor è un controsenso che non si può reggere a lungo sopratutto quando i primi a tradire vengono dall’interno stesso della società, che valuterà a breve se proseguire questo campionato da “sfrattata”. In ogni caso, gli interessi dell’FC Trapani 1905 verranno tutelati prima di ogni altra cosa.
Le parole di Valerio Antonini tramite i suoi canali social.
“Lo dico con rammarico, ma anche con sincerità: stavolta il primo responsabile sono io. Ho confermato persone che da quasi due anni portavano risultati deludenti. Persone che in passato avevano aperto vertenze contro la società per poi ritirarle, giusto il tempo di fare pressione. E io le ho tenute lo stesso. Superficiale, imperdonabile. Se un mio dirigente avesse fatto una scelta del genere, l’avrei mandato a casa in un pomeriggio.
Sì, ero distratto. Oltre 25 cause, tra chiuse e ancora aperte: FIP, FIGC, LCT, Comune di Trapani, Corte di Giustizia Tributaria. Grazie a Dio, a breve usciranno notizie clamorose che daranno respiro alla guerra per la giustizia e la verità che porto avanti da anni. Ma questo non mi assolve. Un presidente che passa più tempo con gli avvocati che al campo non può poi stupirsi se al campo le cose vanno male. Ho buttato la stagione prima ancora che cominciasse. Mi sono affidato a persone senza il minimo senso di riconoscenza verso chi le aveva portate a lavorare quando erano disoccupate. E ho sperato che la giustizia corresse alla velocità che serviva a vicende come quelle dello Shark e del Trapani Calcio. Non corre. Lo sapevo, e ci ho scommesso lo stesso. Ancora più ingenuo è stato pensare di poter continuare a fare calcio in una città che ti abbandona e ti volta le spalle proprio quando sei in difficoltà. Governata da un’amministrazione che fa tremare i polsi. Con l’informazione in mano a West Sicily e Trapanisi. di che parliamo? E’ Impossibile. È giusto che adesso vada a vedere quello che è’ rimasto da vedere per quanto insignificante, la ricompensa per chi, con la Champions League in casa, ha pensato solo a distruggere invece che a proteggere.
Insomma, stavolta il “coglione” sono io. Nessun dubbio. Nella vita bisogna saper riconoscere i propri errori senza cercare alibi. E io di alibi ne avevo più di 25, tutti con un numero di ruolo. Il tempo dei saluti sta arrivando. E come tutto nella mia vita, sarà assai fragoroso. Per lo meno gli errori fatti in questi 3 anni ( e ne ho fatti più di quanti commessi in 49 anni precedenti della mia vita) serviranno per la prossima squadra da guidare”.
