ESCLUSIVA, Antonini: “Ho investito 2.7 milioni sul Provinciale. Dobbiamo tornare a casa nostra. I comportamenti del Libero Consorzio di Trapani penalizzano un’intera comunità e soprattutto i tifosi”

Intervista esclusiva a Valerio Antonini, presidente del Trapani, che parla della situazione riguardante lo stadio Provinciale.
Presidente, partiamo dalla questione dello stadio. Come si è arrivati a questa situazione con il Libero Consorzio? “È una situazione che considero molto delicata, perché parliamo di un impianto che rappresenta la storia sportiva di Trapani. Noi abbiamo sempre cercato di trovare una soluzione e di portare avanti un percorso che consentisse alla squadra di giocare regolarmente al Provinciale. Oggi, invece, ci troviamo ad affrontare una situazione che rischia di penalizzare soprattutto la società e i suoi sostenitori”.
La Determinazione adottata dal Libero Consorzio ha ulteriormente inasprito la situazione. Qual è la vostra posizione? “La Determinazione di ieri la respingiamo integralmente e la contestiamo in ogni sua parte. Questa Determinazione è stata adottata appena una settimana dopo che il Tribunale di Trapani ha respinto l’iniziativa di sfratto dell’Ente, condannandolo alle spese. Il Tribunale ha accertato che il rapporto è una concessione, ha rilevato che il verbale di consegna disciplina espressamente la possibilità di rinnovo e ha indicato nel giudice, e non nell’Ente, l’autorità chiamata a decidere sul rilascio. Nonostante questo, il Libero Consorzio ha deciso di procedere autonomamente, dichiarando la cessazione del titolo, ordinando il rilascio in quattro giorni e minacciando il cambio delle serrature con l’intervento della forza pubblica. Non solo. L’atto è stato trasmesso alla Prefettura, alla Questura, alla Federazione, alla Lega e persino alla squadra avversaria, con l’effetto concreto di mettere a rischio lo svolgimento di una partita. È un modo di procedere che non intendiamo tollerare e che sottoporremo al vaglio di tutte le autorità competenti”.
C’è poi un altro aspetto che contestate: quello relativo alla proroga della concessione fino al 19 febbraio 2027. “Esattamente. La Determinazione sostiene che non sarebbe stato adottato alcun provvedimento espresso di rinnovo o proroga e che la società non avrebbe presentato un’istanza prima della scadenza. Noi contestiamo entrambe queste affermazioni. La proroga al 19 febbraio 2027 è stata concessa dall’Ente e sosteniamo che esistano atti che lo dimostrano. Non possiamo accettare che vengano ignorati documenti e passaggi amministrativi che riteniamo fondamentali per ricostruire correttamente questa vicenda. Non stiamo chiedendo un trattamento di favore. Stiamo chiedendo il rispetto degli atti, degli impegni e dei diritti che riteniamo ci spettino”.
Lei ha investito circa 2,7 milioni di euro per la ristrutturazione dell’impianto. Che significato ha tutto questo? “Sono risorse importanti che abbiamo deciso di destinare a un impianto pubblico, con l’obiettivo di migliorarlo e renderlo più funzionale. Non si tratta soltanto di un investimento economico, ma di una scelta precisa: dare a Trapani uno stadio adeguato e restituire dignità a una struttura che appartiene alla città. È per questo che faccio fatica a comprendere come si possa arrivare a una situazione nella quale non viene consentito alla squadra di utilizzare quello stesso impianto. Abbiamo creduto in questo progetto e abbiamo investito risorse importanti. Credo che questo aspetto debba essere tenuto nella giusta considerazione”.
Ritiene che questa vicenda rischi di trasformarsi in una penalizzazione per tutta la città? “Assolutamente. Il Trapani non è soltanto una società calcistica. È un punto di riferimento per tantissime persone, per famiglie, ragazzi e tifosi che ogni settimana vogliono seguire la propria squadra. Il Provinciale è casa nostra e rappresenta un legame che va oltre il risultato della domenica. Quando si impedisce a una squadra di giocare nel proprio stadio, le conseguenze non ricadono soltanto sulla proprietà, ma su un’intera comunità”.
Al di là delle questioni burocratiche e amministrative, per lei sono i tifosi quelli che rischiano di pagare il prezzo più alto? “I tifosi sono la componente fondamentale del calcio. Senza di loro questo sport perderebbe gran parte del proprio significato. La gente deve poter andare allo stadio, sostenere i propri colori, vivere le emozioni della partita e condividere momenti che spesso accompagnano intere generazioni. Non possiamo dimenticare che il calcio nasce proprio da questa passione. Una squadra lontana dalla propria gente perde inevitabilmente una parte importante della propria identità”.
Il Provinciale è soltanto un impianto sportivo oppure rappresenta qualcosa di più per Trapani? “Rappresenta molto di più. Uno stadio è un luogo in cui una città si riconosce, in cui generazioni diverse si incontrano e condividono la stessa passione. Ci sono famiglie che frequentano il Provinciale da anni, ragazzi che crescono sognando di vedere la propria squadra e tifosi che hanno costruito un legame profondo con questi colori. Non si può ridurre tutto a una questione di concessioni, documenti e procedure amministrative. Il valore sociale di uno stadio è altrettanto importante”.
Sulla gestione dello Stadio Provinciale e, in particolare, sulle condizioni della piscina e della palestra, cosa può dirci? “Le immagini girate questa mattina parlano da sole: acqua marcia, attrezzature abbandonate e strutture in condizioni di degrado. Parliamo di beni pubblici, realizzati con i soldi dei trapanesi, che oggi versano in uno stato di totale abbandono. Nel 2023 e nuovamente nel 2024 abbiamo presentato, tramite PEC, richieste formali per ottenere la gestione della piscina e della palestra. La nostra intenzione era investire risorse private, rimettere in funzione gli impianti e restituirli alla città, ai ragazzi, alle famiglie e agli sportivi. La risposta del Libero Consorzio è stata negativa. Pubblicherò tutte le PEC, affinché i cittadini possano verificare direttamente quanto accaduto. Noi eravamo pronti a investire e a recuperare queste strutture, così come abbiamo fatto con lo Stadio Provinciale. Si è preferito, invece, lasciarle nell’abbandono. Il quadro si inserisce in una vicenda più ampia che riguarda proprio il Provinciale. Nel 2024 la dottoressa Antinoro ha definito lo stadio abbandonato e ingestibile, fino a considerarlo un bene alienabile. La nostra contestazione è netta, prima si lasciano deteriorare le strutture e poi si utilizza il loro stato di degrado per giustificarne l’alienabilità. È una situazione sulla quale chiediamo chiarezza e risposte. Tutta la documentazione raccolta viene trasmessa progressivamente all’Assessorato regionale delle Autonomie Locali. Continuerò a farlo. Provo disgusto per il modo in cui viene gestito il patrimonio pubblico e per chi permette che si arrivi a queste condizioni. Martedì i trapanesi saranno chiamati a una scelta che riguarda la dignità della propria comunità. Non è una questione legata al mio portafoglio, ma al futuro del territorio. La nostra richiesta è una sola: il commissariamento immediato del Libero Consorzio”.
Cosa si aspetta adesso dal Libero Consorzio? “Mi aspetto che si possa finalmente ragionare con senso di responsabilità e concretezza. Non credo che alimentare uno scontro continuo possa portare benefici a qualcuno. Serve trovare una soluzione che tenga conto degli investimenti effettuati, delle esigenze della società e soprattutto dell’interesse della città. Noi siamo disponibili a discutere, ma è fondamentale che ci sia la volontà di arrivare a un punto d’incontro”.
È disposto a continuare questa battaglia anche nelle sedi opportune? “Naturalmente tuteleremo i nostri diritti e gli investimenti effettuati. Faremo ricorso al Tar, querele a ripetizione in Procura sino a che non verranno segnalati questi personaggi, andremo anche alla Regione Siciliana presso l’Assessorato Enti Pubblici. Abbiamo assunto degli impegni e abbiamo destinato risorse importanti a un progetto che riguarda anche il territorio. Non possiamo fare finta che tutto questo non sia mai accaduto. Allo stesso tempo, la mia priorità resta quella di trovare una soluzione che permetta al Trapani di tornare a disputare regolarmente le partite nella propria casa”.
Pensa che questa vicenda stia finendo per colpire soprattutto chi non ha alcuna responsabilità nel contenzioso, ovvero i tifosi? “È proprio questo il punto. I tifosi non devono diventare vittime di una controversia amministrativa. Noi abbiamo investito circa 2,7 milioni di euro per riqualificare il Provinciale, abbiamo creduto in questo progetto e vogliamo continuare a farlo. Il nostro obiettivo è riportare il Trapani a giocare nella propria casa. Perché lo stadio appartiene alla storia della città e la passione dei tifosi non può essere considerata un elemento secondario”.
Presidente, un ultimo messaggio ai tifosi granata. “Ai tifosi voglio dire che la loro passione deve rimanere al centro di tutto. Sono loro il patrimonio più importante di una società calcistica. Capisco la delusione e la difficoltà di vivere una situazione del genere, ma il nostro obiettivo deve essere quello di riportare il Trapani nella sua casa. Il Provinciale deve essere un luogo di aggregazione, di sport e di appartenenza. Non possiamo permettere che una vicenda amministrativa finisca per allontanare la squadra dalla propria gente. Il calcio vive grazie alla gente, alle curve, alle famiglie e a chi ogni domenica sceglie di stare accanto alla propria squadra. È questo che dobbiamo difendere”.

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