Savoia, Emanuele Filiberto: “Puntiamo alla Serie B. Giocheremo le prime partite fuori casa. Situazione vergognosa”

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Emanuele Filiberto Savoia

Questo quanto riporta ilmattino.it. “Il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, presidente onorario della squadra di calcio, ha un solo obiettivo: la serie B. E con lui anche il presidente Nazario Matachione. Al Mattino, nella cornice del ristorante San Pietro Bistrot, il Principe racconta la sua storia e quella del Savoia Calcio. Dalle ambizioni future, alla promozione fino alla questione stadio.

Il Savoia e la legalità: «Lo slogan che abbiamo creato è “Diamo un calcio alla camorra”. Oggi non posso prendere un figlio di un camorrista e metterlo da parte, così la società non va avanti. Dobbiamo integrare tutti. Vogliamo dar loro un’opportunità di rinascita, soprattutto attraverso la nostra Academy sportiva. Questo è il vero progetto Savoia. Diamo l’opportunità a centinaia di ragazzi di avvicinarsi al calcio. Problemi con la camorra non li abbiamo mai avuti. Nazario ci protegge tutti. Personalmente non ho mai sentito parlare di problemi e sono certo che non ce ne siano stati».

Il rapporto con il Presidente: «La figura del Presidente Matachione è importantissima.

Sono arrivato tre anni fa che non ci conoscevamo ma subito ho avvertito grande fiducia. Di solito non do subito fiducia alle persone, ma in lui l’ho subito riposta. Siamo arrivati lontano, come aveva promesso lui ad inizio stagione, siamo arrivati in Serie C. Sento più Nazario che mia madre, ci raccontiamo tutto. Gli sarò sempre grato, è una persona che ha messo da parte tutto e gestisce h24 questo progetto. So che l’ha fatto per me e per il territorio. Il nostro primo incontro è stata una videoconferenza, ha parlato solo lui (ride ndr). Ma ha parlato in maniera corretta, lui era già patron del Savoia. Gli ho detto che è il mio Garibaldi: uniamo il calcio, uniamo l’Italia».

La festa promozione: “Quando siamo stati promossi ero a Los Angeles, ho seguito la partita dalla tv alle 5 del mattino. Al primo gol è scesa una lacrima, poi la seconda e infine ho pianto di gioia. Poi ho visto il mio amico Nazario festeggiare e sono felicissimo. Domani faremo una grande festa. Ho sempre pensato che potessimo farcela, ma non ci volevo credere. Adesso stiamo festeggiando, ma da domenica stop. Dobbiamo lavorare per fare una bella squadra per la Serie C. Vorrei che nei prossimi due anni saliamo in Serie B. Adesso che siamo in serie C abbiamo bisogno dell’aiuto delle aziende del territorio, da soli io e Nazario non possiamo farcela”.

Sullo stadio: “I lavori allo stadio sono partiti, tra 120 giorni avremo un impianto agibile. Ma questo vuol dire che le prime partite non possiamo giocarle a casa: è una vergogna. La politica non ci ha seguito, vorremmo anche aumentare la capienza fino a 9mila posti. Ma non saranno pronti per inizio campionato. Avevano un anno per fare lavori. Torre Annunziata merita uno stadio bello. Da regolamento dobbiamo trovare un campo che ci ospiti, può essere qui vicino ma anche nel Nord Italia: il progetto Savoia deve essere visibile anche in tutta Italia. Non scontentiamo i tifosi, loro devono essere scontenti per quello che ha fatto l’amministrazione comunale. Ai tifosi dico che noi dobbiamo essere un modello, quando rappresentiamo il Savoia esigo una tifoseria composta. Il progetto Savoia ha un bacino di oltre di 7,4 milioni di persone, abbiamo un bacino enorme. Il Savoia è più di una città, è un sogno”. CONTINUA A LEGGERE 

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