ESCLUSIVA, Panico: “Enna? Vi spiego perché sono andato via. Lo Monaco? Per me come un padre. Girone I? Vi dico le favorite”

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Panico

Intervista esclusiva per PascalDesiato.com a Domenico Panico, procuratore ed ex direttore dell’area tecnica dell’Enna.

“Perché sono andato via da Enna? Sono andato via da Enna perché il progetto iniziale, nel quale credevo profondamente, è stato progressivamente deviato per interessi personali, perdendo quella professionalità che era alla base del nostro accordo.
Oggi, però, mi fa piacere constatare che col tempo molti abbiano capito che le mie perplessità erano fondate. Il mio arrivo a Enna nasce da un rapporto di fiducia: sono uomo di fiducia del direttore Pietro Lo Monaco e collaboratore della PLM Management. Il nostro direttore era stato chiamato a Enna dopo oltre trent’anni per salvare una squadra che rischiava la retrocessione, e l’obiettivo è stato centrato. Abbiamo scelto un allenatore che avevo già fatto lavorare l’anno precedente in Serie D e che ho voluto riconfermare, nonostante molte resistenze, anche da parte del direttore stesso, legate ad alcuni atteggiamenti extracalcistici. Alla fine, però, quella scelta si è rivelata poco corretta sul piano personale e non consola per come interpretiamo noi il calcio ma sono modi e metodi diversi che uno può condividere o non Ho lasciato Enna anche perché per intraprendere un percorso di consulenza con società professionistiche, ma con la soddisfazione di aver lasciato un’eredità importante:
giocatori della nostra agenzia come Rossitto, i fratelli Tachauna, João Victor, Salvi (2009), Galfano e altri.
Oggi sono tutti calciatori molto richiesti, anche da club professionistici. Resto convinto che, se alcuni giocatori della nostra agenzia non fossero stati messi fuori rosa per in capricci discutibili e poca riconoscenza, questa squadra nonostante una delle più giovanissime d’Italia in Serie D avrebbe oggi una classifica migliore. Sono comunque contento che il presidente Stompo, con cui ho sempre avuto un ottimo rapporto, stia continuando una linea societaria coerente con la politica avviata insieme alla PLM Management, anche se so bene che dietro le quinte c’è sempre chi pensa di essere l’unico a conoscere il pallone ma non il calcio, visione diverse e menomale”.

“Per me Enna è stato un vero banco di prova, anche nel ruolo di direttore responsabile per conto della PLM Management: un mercato economico ma estremamente efficace, e i risultati si sono visti fin da subito. Oggi posso dire, insieme ai miei collaboratori, di aver chiuso oltre 107 trattative, inserendo giocatori in tutte le categorie del calcio italiano”.

Il rapporto con Pietro Lo Monaco? “Stare vicino a Pietro Lo Monaco, per me, è come stare accanto a un padre.
È un onore essere un suo uomo di fiducia. Con lui non si smette mai di imparare: ogni giorno insegna, consiglia e trasmette una visione del calcio che è diventata il senso della tua vita, come lo è per lui. I fatti parlano ha scoperto giocatori sconosciuti in ogni parte del mondo, li ha trasformati in leader e ha fatto guadagnare società e calciatori”.

Il Girone I di Serie D? “Oggi il Girone I è ormai definito: Igea Virtus, Athletic Palermo, Reggina, Nissa e Savoia sono le squadre che si giocheranno tutto. L’Athletic Palermo è una delle vere rivelazioni del campionato, e ne sono particolarmente felice perché sono stato uno degli artefici, insieme a calciatori e allenatori, del ritorno in Serie D dopo 20 anni e oggi gli stessi calciatori e allenatore stanno vincendo un altro campionato portando il Modica in Serie D. Oggi stanno facendo un lavoro eccellente: società seria, direttori competenti, allenatore preparato.
Da ex reggino, però, il mio augurio va alla Reggina, senza nulla togliere alle altre.

Futuro? “Spero di poter continuare a lavorare con serietà, crescere ancora e, un giorno, diventare bravo come il nostro direttore Pietro Lo Monaco.
Il mio obiettivo è aiutare quanti più giovani possibile, anche perché oggi vivo il calcio anche da padre, avendo un figlio che ha intrapreso questo sport”.

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