ULTIM’ORA Reggina, Marchionni: “Abbiamo lavorato veramente bene. Chi è venuto qui sa quale è l’obiettivo. I conti si fanno a maggio. Anche la Nissa squadra costruita per vincere con giocatori importanti”
Intervenuto per la classica conferenza pre-gara di domani Nissa-Reggina, il tecnico degli amaranto Marco Marchionni ha rilasciato alcune dichiarazioni sul momento della squadra e sulla delicata partita di domani a Caltanissetta.
Queste alcune delle sue parole: “Ho sempre detto che prima di tutto bisogna dare concetti chiari ai ragazzi e identità. Contro la Vibonese quelle poche volte che siamo riusciti a muovere la palla siamo riusciti a mettere in difficoltà l’avversario, così come ci hanno messo loro in difficoltà. Dopo sei partite un piccolo calo ci può essere, guardo il bicchiere mezzo pieno anche se anche in Coppa Italia potevamo fare un punteggio diverso. Tutto dipende dai ragazzi e dal loro atteggiamento. Nelle prime sei partite i ragazzi hanno dimostrato che tutto può dipendere da noi.
Ogni partita deve essere allo stesso modo, ogni partita la Reggina la deve giocare per vincere. A Trapani la squadra ha accusato un po di stanchezza mentale, ma deve tornare a far giocare la testa in modo veloce. Abbiamo preso gol su rinvio del portiere e lì si è vista la stanchezza mentale che ognuno ha.
Con la Vibonese hai lasciato poche occasioni, poi sono stati bravi loro a sfruttare, sul piano del possesso si è sbagliato tanto, ma ancora non hai trovato una squadra che ti ha messo così tanto in difficoltà da doversi preoccupare.
In questo momento non riusciamo più ad accorciare come prima sia in fase di possesso che in fase di non possesso. È soltanto un’apprensione che ti può venire quando dai tutto per scontato, ma si sta lavorando su questo.
Quando non crei è normale che c’è qualcosa se anche due giocatori importanti come Lancini e Rossetti si rendono conto di determinate cose (si riferisce alle dichiarazioni post gara contro la Vibonese dei due giocatori). Questa settimana abbiamo lavorato veramente tanto e bene. Non sono preoccupato delle dichiarazioni dei ragazzi, anzi sono contento quando un giocatore si rende conto di determinate situazioni perché vuol dire che si può lavorare meglio.
Sono giocatori che hanno già fatto questi campionati e li hanno vinti, vedo questo campionato simile ad altri gironi che ho fatto, non vedo tutte queste differenze.
Se tu alleni o giochi nella Reggina è normale che devi vincere tutte le partite: così come succede nelle altre blasonate degli altri gironi, e io su quello ho puntato: la storia della Reggina deve essere un valore aggiunto.
Se vuoi giocare a calcio devi vivere di questi stimoli, chi viene qui sa che deve vincere tutte queste partite e correre più degli altri. A volte si può peccare di presunzione, ma questa viene solo se non si lavora. La storia della Reggina non si cancella, e sappiamo che le squadre quando giocano contro di noi metteranno quel 20% in più sempre e noi a quello dobbiamo sopperire mentalmente.
I conti si fanno a maggio, ci saranno momenti come questi, ma li avranno anche gli altri. Non bisogna nascondersi e bisogna essere diretti: la Reggina ha costruito la squadra per vincere il campionato. Questo deve essere il focus”.
Un passaggio sugli avversari: “Credo che la Nissa giochi tutte le partite per vincere, anche loro stanno attraversando un periodo dove i cambiamenti ti portano a sfruttare le caratteristiche dei ragazzi che hanno, e hanno avuto anche diversi infortuni.
Sappiamo di affrontare una squadra forte costruita anche per vincere, ha giocatori importanti che possono crearti la situazione difficile in qualsiasi momento. La squadra deve essere pronta a livello fisico per martellare l’avversario e metterla in difficoltà.”
Un passaggio sugli attaccanti e sulla domanda posta sulla convivenza nello stesso modulo di Alma e Reis, ancora non utilizzati insieme: “Sì i due giocatori sono complementari l’uno con l’altro, li sto variando partita dopo partita: ho provato Jallow e Magrassi, Guida e Magrassi, Alma e Magrassi. Se non si trova una soluzione non è soltanto per l’alchimia che può esserci tra gli attaccanti, a differenza di prima creiamo semplicemente di meno rispetto alle altre volte, ma sono attaccanti che possono crearsi l’occasione da soli.”
