ULTIM’ORA Reggina, le parole del patron Ballarino ormai al culmine di questa stagione. “Sono stati tre anni in cui abbiamo fatto sempre campionati di vertice. Il mio errore? Uno solo”

0
NINO-BALLARINO-OK-Copia

Questa mattina presso lo stadio Oreste Granillo, si è tenuto un incontro tra il patron Ballarino e il presidente Minniti, con la stampa reggina.

Queste alcune delle dichiarazioni rilasciate dal patron: “Voleva essere un qualcosa di diverso, ci auguravamo un po’ tutti che poteva essere un incontro diverso, anche se ancora l’ultimo atto non si è concluso e le partite finiscono quando l’arbitro fischia al 95’ minuto. A luglio sembrava dovevamo essere imbattili, poi sono successe cose di cui io sono il maggiore responsabile e non vi nascondo che quando abbiamo preso Torrisi l’obiettivo era quello di uscire al più presto da una classifica che era diventata disastrosa e che poteva virare a qualcosa di più grande. Per qualche settimana è stata il periodo piu bello perché tutti quanti siamo stati uniti verso un unico obiettivo e ci siamo ritrovati in un momento in cui eravamo virtualmente primi. Lì è successo qualcosa di cui non si è accorto nessuno o che forse non abbiamo pensato fosse grave e qualcosa l’abbiamo persa. Pensavamo che il campionato potesse essere ripreso ma non è stato così. Mi auguravo che questa rincorsa finale fosse fino all’ultima giornata. Sono stati tre anni in cui abbiamo fatto sempre e comunque campionati di vertice e anche se qualcuno può contestare, non si è parlato di penalizzazioni, tribunali, crisi: si è parlato di calcio. Ci hanno anche detto di essere incompetenti, ma lo siamo di calcio. Forse non siamo stati bravi a vincere il campionato e ad avere quel quid che poteva permetterci di vincere. Alla fine un po’ tutti abbiamo dimenticato che eravamo quattordicesimi, noi siamo stati tutti quanti bravi a riuscire ad arrivare là sopra e oggi siamo lì che comunque ce la stiamo giocando.

La società ha avuto una contestazione 20 giorni prima delle elezioni regionali, oggi nuovamente. Incoraggiate la squadra e poi contestate, facciamo in modo che non sia tutto vano. Noi abbiamo il dovere e il diritto di difendere la Reggina calcio, perché siamo la proprietà, al di là di a chi viene rivolto il ricorso. Oggi siamo bersagliati perché abbiamo fatto un esposto e poi un ricorso perché abbiamo le prove di quello che stiamo facendo. Poi la Federazione farà altre cose, ma vi posso garantire che abbiamo le prove di ciò che stiamo facendo. Cosa succederà io non lo so, ma ho il dovere davanti al popolo reggino di difendere qualsiasi situazione favorevole alla Reggina, poi la Lega dirà di no, ma va bene così. Io sono pronto ad andarmene, ma chi arriva deve avere determinate caratteristiche. Le mie quote valgono 0, o meglio le diamo a 0, ma ci sono tutte le altre cose che si devono vedere, questa è una SRL. Non regaliamo, ma siamo a disposizione.

La soddisfazione ieri è stata vedere circa 1000 persone al centro sportivo (per i playoff della squadra Under19). Dopo l’Acireale dissi che io sono pronto a fare un passo indietro o di lato, ma in questo momento a fare un passo indietro, ci guardiamo attorno ed è un problema. Se per puro caso mi stanco, diventa un problema. Io mi auguro di non farlo.

Questo scorcio di campionato con mister Torrisi penso sia stato molto positivo, e penso che le cose positive vadano coltivate, poi magari oggi non raggiungeremo l’obiettivo, ma non significa che questo sia stato un percorso negativo. Non vedo problematiche, poi se non resto può succedere di tutto. Oggi la Reggina si è rifatta il look, quando andiamo fuori siamo credibili. La Reggina io sono la proprietà di maggioranza, ma di fatto è un patrimonio di tutti voi.

Ho ancora 20 giorni davanti per poter verificare e pensare, finiamo il campionato per adesso dove siamo anche concentrati in tantissime cose tra cui questa battaglia con la legalità. Oggi la Reggina è anche questo: non aver paura di aver sbagliato qualcosa. Legalità è anche questo. Non abbiamo mai fatto campionati a retrocedere, ma in tre anni sempre campionati di vertice. Io credo di aver fatto solo uno sbaglio, quando è finito il campionato il direttore per circa 50 giorni non riusciva a far firmare il mister perché io, ma anche loro, non eravamo convinti della scelta, ma non perché l’allenatore non fosse capace o non avesse le qualità, ma perché pensavamo che non era la persona che ci potesse portare all’obiettivo, e avevamo ragione. Abbiamo preso tutti giocatori scelti da lui, i fatti dicono che dopo otto partite eravamo in zona retrocessione, dove tutti quanti dicevate e dicevamo che era una corazzata, tanto è vero che quando è arrivato il nuovo mister ho bonificato lo spogliatoio, mandati ed è iniziata la grande rincorsa. Io avevo bisogno di uno che era fuori dall’ambiente e si chiudeva dentro quattro mura a studiare e lavorare per la Reggina”. CONTINUA A LEGGERE

Autore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *