ESCLUSIVA, dopo Sancataldese e Acireale anche la Reggina ha presentato l’esposto. Le due siciliane chiedono il blocco di play off e play out. Queste le possibili ipotesi

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Serie D

Lo scorso 16 aprile avevamo anticipato in esclusiva che Sancataldese e Acireale avevano presentato un esposto nei confronti di un altro club del Girone I di Serie D, dopo verificato essere il Messina, con due oggetti: uno riguardante la posizione irregolare di un calciatore durante la 1a giornata di campionato, e l’altro sulla presunta posizione irregolare di alcuni giocatori per  tesseramento sottoscritto da un dirigente inibito.

Da quanto appreso in queste ore anche la Reggina, avrebbe presentato l’esposto per le stesse motivazioni di Sancataldese e Acireale, e nei prossimi giorni potrebbero accodarsi altre squadre. I tempi di risposta si aggirano sui 60 giorni, ma i due club siciliani avrebbero già fatto un sollecito alla Lega e alla Procura Federale per accorciare i tempi. Chiedendo anche il blocco momentaneo di play off e play out.

In settimana aveva parlato ai microfoni de iltifosoreggino.it, anche l’avvocato Alessandro Nostro nel corso della trasmissione AmaranTalk dicendo: “Se il Messina avesse contrattualizzato, come si dice, 26 tesserati, sottoscritti da un dirigente inibito, dove nel diritto sportivo un soggetto inibito non può svolgere attività federale, quindi non può rappresentare il club, ad esempio firmando contratti, si determinerebbe una lesione dei principi di lealtà e correttezza, perché sono andati in campo giocatori di fatto non tesserati per molte partite. Il Messina ha già avuto sanzioni, con una penalizzazione di 4 punti nella stagione 2024/25 e un’altra di 14 punti che stanno scontando attualmente. Se fosse accertata una nuova violazione, entrerebbe in gioco il principio di recidiva: una nuova infrazione comporterebbe una sanzione più grave. Se fosse tutto confermato, il Messina potrebbe aver giocato l’intero campionato con calciatori non contrattualizzati. Le sanzioni possibili, secondo l’articolo 8 del Codice di Giustizia Sportiva, vanno dalla penalizzazione alla retrocessione, fino all’esclusione o alla radiazione”.

Da quello che possiamo ipotizzare al momento, qualora tutto fosse confermato e verificato nei tempi stabiliti da parte della Lega e Procura Federale, sarebbe molto difficile, quasi improbabile, dopo un intero campionato svolto, l’ipotesi di esclusione del club, resterebbero, usiamo sempre il condizionale, più alte le possibilità di un’eventuale penalizzazione in base agli oggetti degli esposti presentati dai club citati precedentemente, da capire se per questa stagione in corso o per l’eventuale prossima.

Queste le parole, riportate da messinasportiva.it lo scorso 17 aprile, di Justin Davis, presidente del Messina che spiegava: “Facciamo chiarezza, una volta per tutte. Le voci che stanno circolando in queste ore sono veleno organizzato, messo in giro da chi il bene del Messina non lo ha mai voluto. Oggi c’è una proprietà seria, che non fa passi indietro e tutelerà il club in ogni sede: sportiva, legale e disciplinare. Chi ha scelto la strada della diffamazione se ne assumerà le responsabilità. A chi invece ama davvero questi colori diciamo una cosa sola: state tranquilli. Il Messina è in mani forti. E questa salvezza la conquisteremo insieme”. Seguite da quelle di Luis Vizzino, legale di fiducia dell’Acr Messina: “La società in questo momento è all’oscuro di tutto. Apprende da organi di stampa quanto è fin qui filtrato. Ribadisco: c’è grande serenità, non c’è nulla di concreto e dobbiamo semplicemente attendere se quanto anticipato dalle testate giornalistiche ha qualche fondamento. Se la società verrà effettivamente coinvolta ci faremo valere nelle sedi opportune, come ha già chiarito il presidente dall’Australia”.

Inoltre restiamo in attesa anche dell’esito sull’inchiesta delle partite falsate, dove il collega Carmelo Amato ha già anticipato che nei prossimi giorni ci saranno ulteriori sviluppi. CONTINUA A LEGGERE

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