Reggina, Torrisi:” Questa squadra ha un livello di autostima enorme. Domani? Non siamo condannati a vincere grazie ai nostri risultati ottenuti”

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Torrisi

Sì è tenuta in mattinata come di consueta abitudine la conferenza stampa pre-gara Reggina-Savoia, ai microfoni della stampa amaranto ha parlato mister Torrisi, spendendo delle parole sulla scorsa partita giocata e vinta per 0-1 dagli amaranto contro la Gelbison, e sulla partita di domani 1 febbraio con il Savoia.

“Per me giocare bene significa fare la prestazione e fare una buona prestazione vuol dire una squadra che riesce a mantenere le distanze, fare una buona pressione, avere la personalità di uscire da dietro, ferocia di attaccare gli spazi e attaccare la porta. Domenica contro la Gelbison abbiamo fatto una partita sotto questo punto di vista eccellente perché la squadra ha dimostrato ancora una volta di sapersi calare nella parte, era una partita che per vincerla non potevamo avere altro atteggiamento e lo sapevamo. La squadra ha avuto un grado di maturità importante sotto l’aspetto emotivo. Il percorso di crescita è graduale e costante ed è sotto gli occhi di tutti. Il destino va allenato, la Reggina doveva stare in partita e cercare l’episodio fino all’ultimo secondo. Io so la qualità della mia squadra, so che nel complesso della gara è molto difficile trovare squadre che nell’1 contro 1 hanno più qualità dei miei giocatori, invece all’inizio ho trovato una squadra che tutte le partite che affrontava a livello di cattiveria agonistica era inferiore a tutti, siamo stati bravi a pareggiare questo.”

Sulla partita di domani contro il Savoia aggiunge: “Questa squadra ormai è entrata nel mio progetto sia psicologico che tattico. Io ho sempre voglia di vincere e trasmetto questo alla squadra. Domani la Reggina se la gioca alla pari, non ha un solo risultato, non è condannata a vincere, è una partita importante di una tappa che deve portarci verso l’obiettivo, e questo fa la differenza. Se fossimo arrivati a domani con -3,-4, eravamo condannati a vincere. Affrontiamo una partita con spensieratezza consapevoli che è una tappa importante ma non più decisiva come poteva esserlo qualche settimana fa.

Domani sarà una partita dove sono abbastanza curioso, perché lo studio del Savoia mi ha dato degli argomenti che fino ad oggi non ricordo di aver trovato in questa categoria. È una squadra che nelle classifiche è al secondo posto per costruzione della rimessa dal fondo, non butta quasi mai la palla, predilige il gioco corto, è prima nel ranking per squadra che perde meno palloni. Questi sono dei numeri che fanno riflettere sulla qualità e il pensiero tattico dell’avversario. È la squadra leader indiscussa per passaggi chiave riusciti, hanno un’organizzazione tattica abbastanza importante e sono il secondo miglior attacco. È una partita dove mi aspetto da loro grandi qualità e mi aspetto una Reggina concentrata sul suo DNA e non possiamo minimamente pensare di abbassare i nostri ritmi anzi dobbiamo aumentarli ancora di più e non perdere mai le distanze.

La Reggina non è obbligata a vincere sempre perché grazie ai risultati che hanno ottenuto i ragazzi siamo arrivati a questa condizione di classifica che non ci dà quest’ossessione, ma noi siamo arrivati a questo con l’ossessione della prestazione, del vincere i duelli, della fame e della cattiveria. Dobbiamo essere ossessionati e obbligati a continuare su quella strada che ci porta ad avere i risultati, se capita di non vincere ma con questa prestazione poi sicuramente può capitare, ma non possiamo modificare questo atteggiamento anzi, dobbiamo incrementare e continuare, perché è quello che poi ci porta al risultato. Ma questo grazie ai ragazzi, perché sono loro che si allenano. Io non voglio fare l’umile o non prendermi i meriti, posso gridare quanto voglio, ma se il transfert non arriva dove deve arrivare è inutile, è cinema. Questa squadra oggi ha un livello di maturità e di autostima enorme. La consapevolezza è che è un gruppo forte a livello sia mentale che tattico.”

Rientra in panchina dopo 4 giornate di squalifica, e ammette che: “La panchina mi è mancata tanto, non ho gestito bene questa cosa a livello mio perché ho sofferto tanto ma non ho voluto trasmetterlo alla squadra. Io vivo la partita, abbiamo tutti bisogno di tutti e l’apporto con la panchina è fondamentale. Siamo stati fortunati perché alla fine i risultati sono arrivati lo stesso. Bravo a chi è andato al mio posto in panchina.”

Spende anche alcuni pensieri su alcuni membri della rosa, tra cui: “Macrì è un giocatore che ha delle qualità che in prospettiva è uno dei giocatori più forti che abbiamo, dimostra giornalmente la sua serietà, educazione e voglia di crescere. Non parla mai e ascolta tanto e ha il grande pregio di prendere tanti consigli dagli over che è una cosa molto importante. Secondo me è un predestinato. Domenica stavamo soffrendo in campo e la sua freschezza e intensità poteva portarmi qualche recupero palla nella metà campo più alta. Siamo stati bravi a recuperare tanti palloni nella metà campo avversaria. Lui ha alzato molto l’intensità e ho preferito mettere lui al posto di Salandria, penso che la fortuna sia una componente fondamentale, ma va cercata.
Guida sta crescendo in una maniera importante, prende più fiducia, sta assimilando i nostri concetti di gioco.
Sartore è uno dei più forti esterni nell’1 contro 1, deve soltanto puntare l’avversario che una volta che è puntato può soltanto far fallo perché è imprendibile.
Barillà non è mai mancato realmente, ha sempre avuto un apporto costante e giornaliero. È un ragazzo speciale con delle qualità umane mai trovate fino ad oggi.
Su Adejo ho tanta stima per lui prima come uomo che come giocatore. Questa squadra ha giocatori che hanno fatto la serie A, e la loro umiltà non è facile da trovare. È un giocatore “usato sicuro”, rompe la linea e attacca l’uomo come ha fatto domenica contro la Gelbison.”

Rivolge infine un pensiero anche per la tifoseria, importantissima per gli amaranto.

“La Reggina senza la sua tifoseria non può vincere, la curva sta facendo qualcosa di straordinario. Questa curva in questa categoria può vincere partite anche da sola, adesso siamo arrivati al punto che la tribuna applaude ed incita la squadra per 90 minuti e questo diventa qualcosa di magico. Quindi noi domani con il granillo in quelle condizioni è normale che è un vantaggio non minimo, è una situazione che dobbiamo cavalcare e dobbiamo essere bravi noi e i ragazzi attraverso la prestazione di accendere un’altra scintilla in questa gente”. CONTINUA A LEGGERE

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