ESCLUSIVA Zito: “Differenze tra Reggina di Trocini e Torrisi? Vi dico la mia. Girone I? Livellato verso il basso”

Intervista esclusiva per PascalDesiato.com a cura di Alessia Mancini a Domenico Zito, ex allenatore del Locri nella passata stagione e per diversi anni allenatore del settore giovanile della Reggina.
Mister lei che segue molto la Reggina, cosa pensa del momento vissuto dalla squadra? Secondo lei fino a dove potrà arrivare? “La Reggina strutturata ad inizio stagione con il solo intento di stravincere il campionato si ritrova a 20 giornate dalla fine addirittura a 10 punti dalla vetta, cosa impensabile anche dal peggior pessimista, sia addetto ai lavori che semplice tifoso trovarne le cause è davvero difficile, a mio parere una delle tante, forse la più importante, potrebbe essere che in questo campionato avere una identità di squadra ed un’idea comune su ciò che bisogna fare al cospetto di qualsiasi avversario può fare la differenza anche più dei nomi importanti che compongono una rosa. La Reggina su questo aspetto è venuta meno non riuscendo mai ad imporre la propria identità e supremazia. Malgrado ciò se riesce ad ottenere qualche vittoria consecutiva come è successo nelle ultime due gare i margini per recuperare potrebbero esserci perché nessuna delle squadre attualmente in testa appaiono insuperabili.”
Un suo parere sull’avvicendamento tra Trocini e Torrisi? Come è cambiata la squadra e cosa non ha funzionato con il tecnico artefice della cavalcata degli amaranto la passata stagione? “Lo scorso anno mister Trocini quando è subentrato a mister Pergolizzi e’ riuscito a creare le condizioni affinché il gruppo trovasse serenità e si compattasse, dimostrando solidità difensiva e con il materiale umano che vi era in avanti si è riusciti a vincere addirittura 13 partite consecutive forse non entusiasmando in termini di gioco ma riuscendo ad essere concreti e determinati. Purtroppo per un solo punto non si è riusciti a vincere il campionato anche perché si è trovati di fronte un’altra squadra molto attrezzata che meritatamente ha vinto il campionato. Quest’anno invece sin dall’inizio la squadra non ha mai dato l’impressione di essere compatta, non ha mai dimostrato sul campo quella determinazione che lo scorso anno aveva fatto la differenza e dopo la sconfitta nel derby si è deciso di cambiare guida tecnica con l’avvento di mister Torrisi che ha cambiato totalmente strategia tattica ma senza incidere in positivo almeno fino alla gara con l’Enna, mentre ieri nella partita contro il Gela si sono visti alcuni aspetti positivi certamente riferiti all’aggressività ed alla determinazione. Speriamo che nelle prossime due gare con Paterno’ e Milazzo si possa rivedere la stessa concentrazione e rabbia che nelle prime gare della sua gestione non si erano viste.”
Cosa ne pensa in generale di questo girone, qual è secondo lei il suo valore? “Il girone I quest’anno è certamente livellato verso il basso in termini di qualità, però rimane uno dei più difficili in riferimento alla determinazione ed alla cattiveria agonistica che le squadre meno attrezzate evidenziano al cospetto di ogni avversario, quindi ritengo che per poter emergere in questo girone bisogna approcciare ogni gara come se fosse una finale di Champions.”
Quali squadre la stanno deludendo in questo momento? “Sicuramente oltre la Reggina può essere considerata una delusione anche la Gelbison ed in parte anche la Nissa, che per organico dovevano essere gli unici antagonisti della Reggina.”
Da calabrese che ha allenato diverse squadre nella regione, c’è una squadra in particolare che l’ha colpita e piacerebbe allenare o preferirebbe in questo momento fare una nuova esperienza fuori dalla Calabria? “Considerato che il girone I è composto per la maggior parte da squadre siciliane, con solo due campane e quattro calabresi e’ ovvio che in Sicilia ci sono le condizioni per avere chance maggiori per dimostrare le proprie qualità. A mio avviso comunque l’ideale per un allenatore che vuole incidere nel suo percorso lavorativo è scegliere società organizzate che ti mettano nelle condizioni di svolgere le tue mansioni nel rispetto dei ruoli. Negli ultimi tempi questa prerogativa ahimè spesso non viene rispettata da chi pensa di poter avere le capacità di fare scelte che non competono la sua sfera professionale”. CONTINUA A LEGGERE