ESCLUSIVA – Russo: “Sant’Agata? Vi spiego perché sono andato via. Acireale? Questo quello che penso”
Intervista esclusiva a Santo Russo ex direttore sportivo del Città Sant’Agata.

Addio Sant’Agata? E’ la prima volta che parlo dell’addio al Città di Sant’Agata, ho voluto aspettare la fine del campionato, per dire qualcosa. Sono stato allontanato dal presidente senza una motivazione valida con un comunicato tramite social, l’ho rivisto nella sfida play out ad Acireale e mi ha detto che il motivo era stato per una mia mancata risposta ad una telefonata è di istinto ha fatto scrivere il comunicato ammettendo di aver sbagliato. Peccato per la retrocessione, la squadra non lo meritava sicuramente, però diciamo è frutto della mancata “tranquillità” che alla fine ha pesato, una società che dopo l’addio di Marra non prende un altro direttore generale, dopo avermi sollevato dall’ incarico non prende un altro ds, si deve ringraziare brave persone santagatesi come Enzo Franchina, Salvatore Proto, Angelo Agatone per quanto nelle loro possibilità si sono impegnati affinchè si è arrivati a giocare il play out.
Mercato e Capomaggio? Non sta a me giudicare il mercato del Sant’Agata, mi chiedi di Capomaggio, mi è stato proposto da Danilo Quarto e dopo aver visionato dei video l’ho subito preso, nella prima parte della stagione grazie a Giovanni Catalano aveva già messo a segno 6 reti, ma penso che da elogiare ci siano tutti i ragazzi perché chiunque è sceso in campo ha dato sempre il massimo. In estate era stata allestita una squadra che poteva e doveva salvarsi tranquillamente in condizioni normali, c’è stata sempre poca tranquillità e chiarezza, e per questo a dicembre si sono persi dei pezzi importanti su tutti Nunziante, Kouame e appunto Capomaggio. Da elogiare chi è rimasto per attaccamento alla maglia, nomino solo i due capitani Brugaletta e Catalano, ma potrei nominare tutti in quanto sono stati tutti super.
Acireale? Da acese sono contento per la salvezza della squadra della mia città, dispiace per tutto quello che è successo durante e dopo l’ ultima partita, ci sta che il tifoso contesta soprattutto a 10 minuti della retrocessione sotto di 2 gol, tutto legittimo, però sono sempre del parere che la famiglia non si tocca, il presidente avrà fatto sicuramente degli errori ma come del resto gli fanno tutti, nessuno è perfetto, adesso ho sentito che vuole vendere la società e secondo me sarebbe una perdita per tutti. Un mio consiglio, sedersi ad un tavolo società, amministrazione, tifoseria, e trovare un punto di incontro per programmare ciò che Acireale merita.
Michelangelo Monachello