ULTIM’ORA Serie C, altro club verso il fallimento. I dettagli

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Diventa ancora più complicata la situazione societaria della Lucchese. La Procura della Repubblica, come riporta calciomercato.com, ha presentato l’istanza di fallimento e potrebbe essere il quarto degli ultimi 17 anni.

Come si legge su La Nazione, il pm Enrico Corucci, ha avanzato la richiesta della Procura, affiancata proprio a quella presentata da Liban Varetti, sindaco revisore della società, e dai calciatori. A queste due avrebbero fatto seguito anche le richieste di alcuni creditori, che, fino a questo momento, erano rimasti in attesa di nuovi sviluppi sui pagamenti arretrati.

Il 13 maggio si terrà l’udienza in Tribunale davanti Giorgia Maria Ricotti, la giudice delegata ai fallimenti. Sembra, però, ormai inevitabile, dopo i tanti problemi avuti quest’anno, non ultima la messa in mora della società da parte dei calciatori, la dichiarazione del crac. Il quarto in 17 anni dopo quelli con Fouzi Hadj, Giuliani-Valentini e Moriconi.

In questo caos vanno considerati anche i playout del Girone B di Serie C. Al momento la Lucchese, 16esima, giocherebbe l’andata con una tra Sestri Levante (penultima a 28 punti) e Legnago (utima a 26) il 10 maggio e il ritorno il 17, a cavallo proprio dell’udienza sul fallimento. Le squadre coinvolte nella lotta per non retrocedere, tra cui il Milan Futuro, 17esimo con 33 punti, osservano con interesse. Con la Lega Pro che vorrebbe scongiurare lo scenario in cui una delle società coinvolte venga dichiarata fallita. Con conseguenze, poi, su tutta la stagione.

Questa è la fine di una vicenda iniziata con il mancato pagamento degli stipendi di febbraio e con tre vendite di quote. La Lucchese, che non ha rispettato nemmeno la scadenza di aprile per gli stipendi (era il 16) potrebbe partire nella prossima stagione con una penalizzazione di 12 punti. L’ultima speranza, scrive sempre La Nazione, è che prima del 6 giugno arrivino degli imprenditori che si facciano carico degli oltre 3,6 milioni di debiti. Consentendo, quindi, alla società, che cambierebbe comunque nome e in cui i nuovi soci subentrerebbero con il titolo sportivo, di rimanere in Serie C. CONTINUA A LEGGERE 

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