PraiaTortora: il saluto del Presidente De Rosa all’ormai ex Direttore Sportivo
“Caro Direttore, caro Ettore,
sono trascorsi soltanto pochi mesi dall’inizio del nostro rapporto di collaborazione, ma sono stati sufficienti per costruire qualcosa che va ben oltre il semplice rapporto tra un Presidente e un Direttore Sportivo.
Fin dal nostro primo incontro ci siamo trovati in perfetta sintonia, perché entrambi abbiamo dimostrato di conoscere il vero significato di tre parole che considero fondamentali, non soltanto nel calcio, ma soprattutto nella vita: sacrificio, sostenibilità e rispetto delle regole.
Quando ti ho affidato la responsabilità di costruire la rosa della Digiesse Praia Tortora, ti ho chiesto una cosa ben precisa: scegliere prima gli uomini e poi i calciatori.
Non cercavamo necessariamente fuoriclasse o giocatori attratti soltanto dal denaro. Cercavamo ragazzi con valori, ambizioni, umiltà e soprattutto con quella fame di arrivare che deve contraddistinguere chi vuole costruirsi un futuro importante nel mondo del calcio.
Volevo calciatori capaci di comprendere che la Digiesse Praia Tortora non doveva rappresentare un punto di arrivo, ma la prima tappa di un percorso di crescita, un trampolino di lancio verso categorie e traguardi ancora più importanti.
Tu hai compreso perfettamente questa filosofia.
Con pazienza, competenza, serietà e quella tua particolare capacità di guardare lontano, sei riuscito a costruire una squadra giovane, competitiva, sostenibile economicamente e, soprattutto, composta da ragazzi che hanno voglia di dimostrare il proprio valore.
Non era un compito facile, ma hai saputo interpretare il mio pensiero e trasformarlo in un progetto concreto.
Il nostro programma era triennale. Avevamo immaginato tre anni di lavoro, crescita e sacrifici per portare la Digiesse Praia Tortora il più in alto possibile, senza mai perdere di vista l’equilibrio economico, la serietà societaria e il rispetto degli impegni assunti.
Avevamo ancora tanta strada da percorrere insieme.
Quando mi hai comunicato per la prima volta che, per sopraggiunte esigenze familiari, avresti potuto essere costretto a interrompere il nostro percorso, ho sperato fino all’ultimo che si potesse trovare una soluzione.
Ho cercato, nei limiti delle mie possibilità, di individuare un’organizzazione più flessibile che ti consentisse di trascorrere più tempo accanto ai tuoi cari, senza dover rinunciare al progetto che avevamo iniziato insieme.
Ci ho creduto davvero, perché non volevo perdere un collaboratore prezioso e, soprattutto, non volevo rinunciare alla presenza di una persona che nel frattempo era diventata importante anche sul piano umano.
Poi, questa mattina, mi hai comunicato che la tua decisione era definitiva.
Mi hai spiegato che, in questo particolare momento della tua vita, la famiglia aveva bisogno di te più di quanto potesse averne bisogno la Digiesse Praia Tortora.
E davanti a queste parole non ho potuto, né voluto, insistere ulteriormente.
Perché, caro Ettore, chi conosce davvero il significato del sacrificio sa anche riconoscere quando arriva il momento di mettere davanti a tutto gli affetti più importanti.
Il calcio è una passione immensa, ma la famiglia viene prima di qualsiasi progetto, di qualsiasi risultato e di qualsiasi ambizione sportiva.
Non ti nascondo che provo una profonda tristezza.
E non soltanto perché la nostra società perde un Direttore Sportivo preparato, serio e competente.
Sono triste soprattutto perché, in questi pochi mesi, prima ancora che un collaboratore, eri diventato un amico.
Una persona con cui confrontarmi, discutere, condividere idee, progetti e anche preoccupazioni.
A volte eri diventato persino un confidente, qualcuno con cui poter alleggerire quei momenti di tensione e di responsabilità che soltanto chi guida una società sportiva può comprendere fino in fondo.
Perché dietro la figura di un Presidente, dietro le decisioni e dietro ogni scelta, c’è sempre un uomo che porta sulle proprie spalle sacrifici, responsabilità e preoccupazioni che spesso rimangono invisibili agli occhi degli altri.
E tu questo lo avevi capito.
Oggi, purtroppo, il calcio è sempre più spesso dominato da interessi personali, pretese economiche, opportunismo e dalla ricerca del risultato immediato, dimenticando quei valori che dovrebbero rappresentarne le fondamenta.
Forse, caro Ettore, io e te apparteniamo a un modo di intendere il calcio che oggi sembra avere sempre meno spazio.
Un calcio fatto di strette di mano che valgono quanto una firma, di promesse mantenute, di rispetto della parola data, di bilanci sostenibili, di giovani da valorizzare e di persone che vengono prima dei contratti.
Un calcio nel quale la riconoscenza non è una debolezza e l’amicizia non si misura attraverso i risultati della domenica.
Ed è proprio per questo che, pur nel dispiacere della tua partenza, provo una grande soddisfazione nell’averti conosciuto.
Perché i risultati sportivi si possono raggiungere o perdere, le stagioni passano e le classifiche cambiano, ma le persone perbene lasciano un segno che il tempo non cancella.
A nome mio, della società, dei calciatori, dello staff tecnico e di tutto il popolo biancazzurro, voglio ringraziarti per quanto hai fatto, per la professionalità dimostrata, per la lealtà e per il rispetto che hai sempre avuto nei confronti della Digiesse Praia Tortora.
Ma soprattutto voglio ringraziarti per l’uomo che sei.
Ti auguro di ritrovare presto quella serenità familiare che oggi giustamente rappresenta la tua priorità e di poter continuare, quando le circostanze lo consentiranno, a esprimere nel calcio tutte le tue qualità.
Le porte della Digiesse Praia Tortora, per te, resteranno sempre aperte.
Non considero questa separazione un addio, ma un arrivederci. Perché i rapporti costruiti sulla stima, sulla sincerità e sul rispetto reciproco non finiscono con l’interruzione di una collaborazione professionale.
E se un giorno le nostre strade dovessero incontrarsi nuovamente, sono certo che ci basterà una stretta di mano per riprendere il discorso da dove oggi siamo costretti a interromperlo.
Grazie, Ettore. Grazie di cuore.
Per il lavoro svolto, per i sacrifici condivisi, per aver creduto nel nostro progetto e, soprattutto, per avermi dimostrato che anche nel calcio di oggi esistono ancora uomini per i quali la dignità, la famiglia, la parola data e il rispetto valgono più di qualsiasi interesse personale.
La Digiesse perde un grande Direttore Sportivo, ma io non perdo un amico.
Ti abbraccio con affetto, stima e profonda riconoscenza.
Buona vita, Direttore. La tua Sicilia ti aspetta, ma sappi che a Praia a Mare e a Tortora avrai sempre una seconda casa.
Giorgio De Rosa
Presidente – A.S.D. Digiesse Praia Tortora
Forza Digiesse, sempre”. CONTINUA A LEGGERE

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