Campofranco, parla Donato ” Ancora molto presto per fare considerazioni, prossime partite saranno importanti per capire chi lotterà per le parti alte della classifica”
Il Campofranco, squadra militante nel girone B di Prima Categoria, ha conquistato 6 punti nelle prime 3 giornate, vincendo in casa con Riesi e Atletico Caccamo e perdendo contro l’Animosa Civitas Corleone. La squadra del comprensorio nisseno vuole essere protagonista del girone e per farlo si é affidata a giocatori di assoluta esperienza, fra cui Calogero, conosciuto come “Gerry”, Donato. Il classe ’80, dopo l’ultima esperienza con la squadra del suo paese, l’Empedoclina, ha sposato il progetto campofranchese del tecnico Carmelo Di Salvo.
Ecco in basso la sua intervista ai nostri microfoni.
Ciao Gerry, raccontaci della tua carriera calcistica
“La mia carriera inizia nel 1995 con la squadra del mio paese, l’Empedoclina (che porto nel cuore essendo stato il capitano storico), per poi passare per la stagione successiva alla Berretti del Marsala, ai tempi in Serie C2, ma durata poco poiché dopo circa 2 mesi ho fatto la scelta di andare in Eccellenza all’ F.C. Grotte, in quegli anni una delle migliori società del calcio siciliano con a capo il presidente Santino Lo Presti, per poi passare nella stagione successiva con l’Agrigento in Serie D. Da lì poi mi sono divertito passando per società come (sicuramente ne dimenticherò qualcuna, vado a memoria) Pro Favara, Raffadali, Campobello di Licata, Panormus (breve parentesi), Massafra (breve parentesi), San Giovanni Gemini, Petrosino Marsala, Casteltermini, Siculiana, Gattopardo, Sommatinese, Aragona, ecc. Per motivi di lavoro, non potendomi più spostare e fare vita di sede, sono rientrato a Porto Empedocle con l’Empedoclina, squadra del mio paese; nel frattempo ho anche conseguito la licenza UEFA B. Nelle ultime due stagioni ho avuto il piacere di conoscere anche le realtà di Alessandria della Rocca, raggiungendo i play-off (traguardo storico per la società), e Campofranco, dove anche quest’anno ne faccio parte.”
Che effetto fa scendere ancora in campo?
“In realtà da qualche anno ho pensato di smettere, poi durante l’estate vengo contattato e cerco di scegliere progetti seri o che puntano al salto di categoria, e con lo stesso entusiasmo di un ragazzino rimetto gli scarpini cercando di dare il mio contributo, cercando di aiutare i giovani e metto a disposizione la mia esperienza principalmente nel trasmettere dei valori umani come lealtà, correttezza, sacrificio e perseveranza, utili anche nella vita quotidiana.”
Cosa ne pensi del campionato che state affrontando quest’anno?
“In merito al campionato in corso, a mio parere ed alla luce dei risultati delle prime 3 giornate, è ancora presto fare delle considerazioni. Secondo me dobbiamo aspettare ancora altre 3/4 partite per capire quali saranno le squadre che lotteranno per la parte alta della classifica”
In ultimo, cosa ne pensi del calcio italiano attuale?
“Penso che il calcio da circa 8/10 anni sia molto cambiato sotto tutti i punti di vista, dall’aspetto fisico a quello tattico, mentale ed anche nutrizionale, tant’è vero che anche in alcune società dilettantistiche è presente la figura del nutrizionista. La vita di un calciatore si è allungata, infatti tanti professionisti sono in attività anche avendo superato i 35 anni, cosa che fino a 10/15 anni fa non succedeva (già a 32 o 33 anni si ritiravano). Oggi invece anche nelle competizioni internazionali ci sono persone che alla soglia dei 40 anni giocano Mondiali o Europei non sfigurando; mi vengono in mente Messi, Ronaldo, Pepe, Modrić, Džeko, ecc.”

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