Mister Giordano parla dopo l’esperienza ad Aragona “73 punti sinonimo di aver lavorato bene, aspetto la chiamata giusta”
Dopo il grande campionato dello scorso anno alla guida dell’Aragona, dove era arrivata la vittoria del campionato, poi tolta per un provvedimento del giudice sportivo, riguardante la gara fra Casteltermini e Alcamo, vinta inizialmente dalla formazione agrigentina. Successivamente, a seguito di un controllo più approfondito, riguardante l’impiego di un irregolare tesseramento di un calciatore del Casteltermini, l’Alcamo ha vinto la gara a tavolino e ha eguagliato i punti in classifica dell’Aragona(73 punti). Di conseguenza, al Santissima Trinità di Fasanò(PA), si é disputata la gara fra le due compagini, vinta per 2-1 dai trapanesi che così hanno blindato al salto di categoria.
L’Aragona poi disputò i play off contro il Gemini, perdendo per 0-2 in casa, avendo comunque due risultati su 3 a disposizione, rispetto al roster di mister Piero Alberto Ancona.
In estate, l’Aragona ha cambiato sia direttore sportivo che allenatore: Gioacchino Ficarra ha lasciato é stato rimpiazzato da Domenico Agosta, ex direttore sportivo del Gemini, mentre Carmelo Giordano da Fabio Picone, ex allenatore della Polisportiva Nicosia, che ha iniziato con una sconfitta il suo percorso in promozione, perdendo 3-2 contro il Mazara 1946, mentre é arrivato il passaggio del turno in Coppa Italia Promozione contro la neopromossa Empedoclina di mister Mariano Cordaro.
Con Mister Carmelo Giordano, abbiamo parlato di vari argomenti, fra cui la bella, quanto, soprattutto, per l’epilogo, amara esperienza all’Aragona:
“La mia esperienza ad Aragona- enuncia Giordano- la reputo positiva, arrivare primi con 73 punti è davvero sinonimo di un lavoro fatto bene, grazie ad una società organizzata, ad un direttore sportivo come Gioacchino Ficarra che è stato bravo a fare da filtro tra gruppo squadra, staff e società. Poi il finale lo conoscete tutti… tengo custodito gelosamente il mio pensiero.”
Giordano ha detto la sua anche su un’entrata in corso d’opera:
“Si, anche se non mi è mai capitato di entrare in corsa, ho sempre preferito iniziare i percorsi fin dall’inizio programmando tutto, dal gruppo squadra fino ad arrivare alla programmazione dettagliata dei vari mesocicli, però il fatto di dover entrare in corsa, se si presentasse l’occasione, non mi spaventa assolutamente, anzi la vedrei come un’ opportunità per andare a colmare questo mio lato professionale e vedere se sarei in grado di riuscire ad incidere come piace anche subentrando in corsa. In estate ho ricevuto diverse chiamate, però non sentivo ancora quell’ ardore dentro. Oggi ti dico che sono pronto e aspetto solo l’occasione giusta”
Successivamente, una breve sinossi sul calcio nostrano:
“Del calcio siciliano in generale penso che bisogna programmare meglio e farlo con addetti ai lavori competenti, basta improvvisazione, ci vuole equilibrio e non esaltarsi troppo quando le cose vanno bene ma soprattutto non abbattersi al contrario quando non arrivano i risultati, lavorare di più nei settori giovanili con formatori (allenatori bravi). Insomma serve resettare parecchio ed essere più con una visione europeista, magari prendendo come esempio i settori giovanili che operano in Spagna o in Belgio, creare un modello di lavoro che va dalle cantere fino alle prime squadre. Solo così si può anche ottimizzare il lavoro e le risorse economiche”
Giordano, avendo vissuto in Germania per lavoro, ha detto la sua su quella che potrebbe essere una chiave per formare nuovi talenti:
“Sono stato in Germania 10 anni per lavoro, lì i bambini dopo la scuola vanno nei parchi a giocare almeno 5 ore al giorno, sviluppando tutto ciò che è necessario sia come schemi motori di base, sia come aspetto cognitivo. Ecco la vera differenza! Dobbiamo ridare ai nostri figli quella forma mentis che un tempo ci dava la strada, togliere i bambini dalla zona comfort. Io lotto tutti i giorni per fare capire agli addetti ai lavori che il talento vero proviene dalla strada. Ecco dove si riscontra la vera differenza.”
