ULTIM’ORA Trapani, Antonini: “L’iscrizione del FC Trapani a Palermo non è stata una scelta, ma una decisione obbligata. Ai tifosi dico che il danno subito dalla società è un danno che ricade anche sulla città e sulla squadra. Non comprendere questo passaggio significa non cogliere la gravità di quanto accaduto”
Le parole di Valerio Antonini, tramite il suo profilo social, che spiega quanto accaduto in questi giorni.
“Negli ultimi giorni avevo evitato di intervenire pubblicamente con durezza, nella speranza che il buon senso potesse prevalere. Oggi, tuttavia, è doveroso chiarire definitivamente i fatti visto che era evidente che il Libero Consorzio puntasse alla non iscrizione del Trapani Calcio al campionato di Serie D, negando il nulla osta per giocare. Un fatto di una gravità senza precedenti. L’iscrizione del FC Trapani a Palermo non è stata una scelta, ma una decisione obbligata. Siamo stati messi nelle condizioni di non poter più operare serenamente presso lo stadio Provinciale a causa di comportamenti inaccettabili da parte del Libero Consorzio, proprietario dell’impianto. E grazie a Dio abbiamo trovato una amministrazione seria come quella Palermitana che ha compreso l’urgenza e la gravità della situazione in cui una squadra siciliana rischiava l’estinzione per colpa esclusiva di politici locali.
La società ha avanzato proposte concrete, equilibrate e sostenibili. Tra le ultime anche la compensazione pluriennale dei lavori eseguiti, senza ulteriori esborsi; o la possibilità di acquisizione del bene, con scomputo a nostro favore di circa 1,6 milioni di euro tra dare e avere, e ho pubblicato le lettere da me personalmente scritte.
Tutte soluzioni che avrebbero tutelato l’interesse pubblico e valorizzato il patrimonio esistente. Proposte respinte senza alcuna apertura, nonostante l’impegno iniziale del Presidente Quinci, che al momento del suo insediamento aveva garantito una concessione decennale proprio a compensazione degli investimenti effettuati. Non solo. Le richieste economiche sono state successivamente aumentate in modo del tutto scollegato dalla realtà, arrivando a cifre annuali pari a 256.000 euro. Contestualmente, sono state avanzate pretese relative a bollette mai trasmesse e, peraltro, oggetto di contenzioso. Un contenzioso avviato proprio durante la fase negoziale, con un effetto evidente, mettere in difficoltà la società ed arrivare a presentare una istanza di fallimento. Ancora più grave è stato il tentativo di pressione esercitato attraverso la minaccia di sfratto e la segnalazione all’Ordine degli Avvocati nei confronti del mio legale, con l’obiettivo di indurlo a ritirare una memoria difensiva fondata e legittima. Un comportamento che considero inaccettabile.
È bene ricordare che, prima del mio arrivo, il Libero Consorzio non aveva mai preteso il pagamento integrale dei canoni, compensandoli sistematicamente, anche con gestioni che non avevano investito un solo euro sull’impianto. Oggi, invece, si è scelto un approccio opposto proprio nei confronti di chi ha investito in modo significativo con l’unico obiettivo di farmi andare via o ricattarmi per non riconoscere più i lavori eseguiti all’interno dello Stadio.
Ai tifosi dico con chiarezza: il danno subito dalla società è un danno che ricade anche sulla città e sulla squadra. Non comprendere questo passaggio significa non cogliere la gravità di quanto accaduto. E soprattutto è per me la spiegazione del perché la città si ritrova la peggiore classe politica nazionale.
Da questo momento in avanti, la nostra azione sarà orientata esclusivamente alla tutela dei diritti e al recupero integrale degli investimenti effettuati. Come già avvenuto per il Palashark, procederemo immediatamente davanti al TAR affinché venga riconosciuto quanto ci spetta. Integrando la riconvenzionale includendo i danni certi da mancati abbonamenti, sponsor e biglietti. Oltre alle spese di trasferimenti e costi ulteriori.
Presenteremo un esposto alla Corte dei Conti, tramite lo studio legale di Roma che già ci segue al Tar per il tema Palashark, nei confronti del Presidente Quinci e dei dirigenti coinvolti, tra cui in particolare Antonino Gandolfo, per il rilevante danno erariale arrecato alle casse del Libero Consorzio. Cosa che spero possa portare la Procura di Trapani ad intervenire pesantemente sul tema data la rilevanza di quanto accaduto.
Per quanto riguarda il Palashark, la strategia subirà un cambio nettissimo che sarà chiaro nelle prossime ore.
Quanto accaduto è gravissimo e, per molti aspetti, incomprensibile. Ancora più sorprendente è stato il silenzio che ha accompagnato questi fatti. Di tifoseria e informazione locale. Oggi qualcuno ha anche il coraggio di contestare la scelta di iscrivere la squadra a Palermo. La domanda è semplice: quale alternativa concreta esisteva? Pagare il ricatto di 256 mila euro l’anno? Oppure Lasciare fallire il Trapani Calcio ? Non è, e non sarà mai, un’opzione, non ci pensate proprio. Continueremo a difendere con determinazione il lavoro svolto, gli investimenti effettuati e la dignità di un progetto che meritava ben altro trattamento”. CONTINUA A LEGGERE
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