ESCLUSIVA Reggina, il dg Praticò: “I play off si devono vincere. Caso Messina? Siamo convinti delle nostre ragioni e abbiamo piena fiducia nel lavoro del nostro legale. Futuro? Costruire una Reggina solida. Cessione del club? Vi spiego la situazione”

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Praticò

Intervista esclusiva per PascalDesiato.com a Giuseppe Praticò, direttore generale della Reggina, che parla del momento del club calabrese, del ricorso presentato al Tribunale Federale Nazionale e di possibili scenari futuri.

Direttore la regular season si è conclusa, dopo una lunga rincorsa avete chiuso al terzo posto, come vi preparerete per questi play off? “La regular season si è chiusa con un risultato che, per come siamo fatti per quello che erano le aspettative, non ci lascia soddisfatti, purtroppo i rimpianti sono enormi ed il vuoto dentro aumenta per esserti fatto sfumare un occasione importante di riportare il club nei professionisti.
Questa squadra è stata costruita per vincere il campionato, ha dimostrato, soprattutto nel girone di ritorno e sotto la guida Torrisi, di avere valori tecnici, tattici ed umani importanti.
Detto questo, i play off forse per molti rappresentano un momento inutile della stagione. Io credo, tuttavia, che siano un passaggio che va affrontato con grande serietà e senso di responsabilità. Intanto per rispetto verso la nostra piazza, verso la città e verso una maglia che non ti permette mai di tirarti indietro. E poi c’è anche un aspetto molto concreto: fare bene nei play off significa posizionarsi nel miglior modo possibile per qualsiasi scenario futuro in relazione ad eventuali ripescaggi.
Noi dobbiamo arrivarci con lucidità e con fame. Questa è una squadra forte, lo ha dimostrato, e adesso ha il dovere di confermarlo. I play off si devono vincere”.

La causa del mancato successo del torneo può essere dovuta soprattutto all’inizio difficile di stagione? “È inevitabile dire che sì, l’inizio di stagione ha inciso. Quando parti sotto ritmo, quando non trovi subito equilibrio e continuità nelle prestazioni e nei risultati, poi sei costretto a rincorrere per mesi. E rincorrere, nel calcio, ha un prezzo. Noi questo prezzo lo abbiamo pagato, senza sconti, trovando all’interno del gruppo dirigenziale la forza di ripartire sempre anche tutti ci davano per spacciati .
Probabilmente potevamo fare scelte diverse prima dell’ottava giornata, essere più rapidi in alcune valutazioni in chiave tecnica. È un’analisi che cerco di fare con grande onestà e professionalità. Questo campionato andava vinto e con qualche piccolo accorgimento forse ce l’avremmo fatta, ma con i se e con i ma non si arriva da nessuna parte. Detto questo, non possiamo ignorare quello che questa squadra è diventata nel tempo, mi riferisco dall’avvento di Mister Torrisi ed il suo staff. Perché dal momento in cui abbiamo trovato equilibrio, i numeri e le prestazioni sono stati da primi della classe. E questo aumenta il rammarico, perché ti fa capire che il valore per vincere c’era, che la squadra era stata costruita nel modo corretto anche se strutturalmente ci sono mancati giocatori con abilità realizzative importanti, pur presenti in rosa ma che non hanno dato quel contributo che ci aspettavamo. Troppe sono state le occasioni perse, è stato un peccato e sono mortificato per questo. Adesso però non serve più guardare indietro dobbiamo concentrarci soltanto sui prossimi impegni dei playoff e vincerli”.

Parliamo del “Caso Messina”. Dopo la sentenza del TFN cosa si aspetta possa succedere e quali saranno i prossimi passi della Reggina a riguardo? “Preferisco non entrare nei dettagli, perché il procedimento è in corso e ci sarà un’udienza a breve. Non è questo il momento delle dichiarazioni, ma è quello del lavoro.
Quello che posso dire è che la Reggina ha scelto una linea chiara: niente rumore, ma massima determinazione.
Siamo convinti delle nostre ragioni e abbiamo piena fiducia nel lavoro del nostro legale, Avv. Ferruccio Sbarbaro.
Non c’è nulla contro il Messina, non cerchiamo scorciatoie e non facciamo processi mediatici. Ma c’è un principio che per noi è fondamentale: le regole devono essere uguali per tutti e soprattutto vanno rispettate.
E quando questo principio viene messo in discussione, è giusto andare fino in fondo.
Poi saranno gli organi competenti a decidere. Ma noi, su questo, non faremo passi indietro.
Sicuramente, qualora le ragioni della Reggina dovessero trovare riscontro nella giustizia federale, non si potrebbe parlare di vittoria a tavolino, ma senza dubbio si tratterebbe di vittoria sul campo a tutti gli effetti, poiché la Reggina ha incontrato il Messina a ottobre e febbraio con dei giocatori in posizione irregolare schierati in campo sia all’andata che al ritorno, e di questo ne siamo venuti a conoscenza quando è scoppiato il caso a livello mediatico, non avendo accesso a determinate informazioni. C’è un indagine aperta della procura federale, tuttavia saranno la stessa procura e gli organi di giustizia a verificare la situazione, facendo rispettare le le norme federali ed il codice di giustizia sportiva”.

La stagione non è ancora conclusa e vi aspetta adesso il match contro l’Athletic Palermo. Cosa si sente di dire ai tifosi? “I tifosi della Reggina non hanno bisogno di lezioni, perché hanno sempre dimostrato, negli anni, cosa significa amore per questi colori.
Capisco l’amarezza, capisco il rammarico per un obiettivo che tutti volevamo raggiungere. Fa male a loro, ma fa male anche a noi tutti, in maniera molto profonda.
Su questo non c’è dubbio.
Detto questo, mi sento di dire una cosa con grande rispetto ma anche con grande chiarezza: la Reggina viene prima di tutto. Viene prima di qualsiasi momento, di qualsiasi delusione, di qualsiasi giudizio. Io personalmente l’ho messa sempre al di sopra di tutto.
La squadra della città ha bisogno della sua gente, sempre. Soprattutto nei momenti in cui è più facile allontanarsi.
Io non entro nelle scelte dei tifosi, le rispetto, le comprendo e comunque li ringrazio per il supporto che hanno dato alla squadra, però devo anche ammettere di non poter condividere gli insulti al Patron Ballarino, che comunque ha profuso sempre il massimo impegno possibile per la Reggina con serietà,passione e rispetto .
Seguo la Reggina da oltre quarant’anni, dalla C2 dei primi anni ottanta,conosco perfettamente il valore che la Reggina rappresenta a Reggio Calabria e sono consapevole dell’impegno che ho sempre dato per questi colori nella mia vita e per questo sono convinto che la nostra maglia e la nostra storia, si sono sempre nutrite di presenza, di appartenenza, di sostegno vero.
Adesso c’è una partita importante, contro una squadra forte. C’è ancora qualcosa da conquistare e soprattutto tanto da dimostrare. E farlo con il nostro pubblico accanto sarebbe tutta un’altra cosa.
La Reggina in tutte le sue componenti ha il dovere di dare tutto. Ma la Reggina, quando è stata grande, lo è stata sempre insieme alla sua gente”.

Quali sono state le note positive di questa seconda parte di stagione? “Nella seconda parte di stagione la squadra ha trovato una certa continuità nei risultati, ed è un dato oggettivo. Ma soprattutto ha trovato una propria identità, una solidità che all’inizio della stagione era mancata. Sicuramente la seconda parte della stagione ha consolidato ed evidenziato pregi e difetti della squadra ovvero essere la miglior difesa del campionato,una delle migliori in Italia tra tutte le categorie ma tuttavia il peggior attacco delle squadre di vertice del nostro girone. C’è stato anche un lavoro importante sulla valorizzazione dei giovani. Penso a ragazzi come Rosario Girasole, Macri e Distratto, che magari inizialmente avevano trovato meno spazio e che invece, nel tempo, hanno dimostrato di poter dare un contributo concreto e sono patrimonio della Reggina. Il direttore Bonanno ha fatto un ottimo lavoro con gli Under come nelle passate stagioni del resto.  Allo stesso tempo dobbiamo avere l’onestà di dire che ci sono state partite chiave che non siamo riusciti a portare a casa. Mi riferisco a gare come Vigor Lamezia, Acireale, Messina e Gela dove abbiamo lasciato punti che poi, a conti fatti, sono diventati pesanti nell’economia del campionato uniti a quelli persi nelle prime dodici partite. Questo va detto con chiarezza, perché sono dettagli che fanno la differenza tra vincere e inseguire. Va anche contestualizzato il percorso: Torrisi ha preso la squadra in un momento molto delicato, dove pochi allenatori avrebbero accettato di venire a Reggio Calabria per giocarsela fino in fondo, soprattutto trovandoci a dodici punti dalla vetta e in una situazione di classifica complicata. Da lì è stato fatto un lavoro importante, sia dallo staff tecnico che dai calciatori, quel lavoro ha riportato la Reggina a competere, chiudendo il girone di andata a -4 dalla vetta. Questo non deve essere un alibi, ma è un elemento di valutazione. Abbiamo una squadra che ha dimostrato che il campionato poteva e doveva vincerlo . E proprio per questo il rammarico è ancora più forte anche nei nostri calciatori”.

Quanto c’è di vero sulla possibile cessione della società con la presunta offerta fatta da un gruppo italo americano dove si parla di circa 2 milioni di euro proposti? “Per correttezza e per rispetto dei ruoli, ho sempre preferito non entrare in questioni che sono di esclusiva competenza della proprietà. Parliamo di temi delicati, che vanno gestiti con grande attenzione e responsabilità. Posso dire però una cosa: la Reggina oggi è un club che ha riacquistato credibilità a livello nazionale e quindi è normale che possa essere attrattivo nel panorama calcistico. Gli interessi, quando c’è lavoro serio dietro, ci sono sempre. Detto questo, sono convinto che la proprietà, qualora dovesse mai valutare scenari di questo tipo, lo farebbe solo ed esclusivamente nell’interesse della Reggina, ma scegliendo eventuali interlocutori solidi, affidabili e con una visione chiara. Io voglio rimanere concentrato sugli obiettivi sportivi e non , di questa stagione. Il mio compito è lavorare ogni giorno per rafforzare la Reggina sotto il profilo organizzativo e sportivo, ed è su questo che resto concentratato”.

Direttore, aldilà del risultato sportivo di questa stagione, qual è oggi la direzione della Reggina e su quali basi state costruendo il futuro del club? “Per quello che attiene alle aree del club di mia responsabilità, posso dire che la direzione è molto chiara. Oltre il risultato sportivo, che resta centrale e che dobbiamo assolutamente centrare nell’immediato futuro, in questi anni si è lavorato per ricostruire delle fondamenta solide: organizzative e strutturali. Era un passaggio necessario per ridare credibilità, ordine e prospettiva a questa società che per colpa di qualcun altro aveva completamente disperso. Una società forte si costruisce ogni giorno, non solo la domenica. C’è poi un passaggio fondamentale, che è quello legato al Centro Sportivo Sant’Agata. Per noi non è solo una struttura: è un simbolo, è il cuore della Reggina. Riportarlo ad essere un punto di riferimento significa dare un futuro vero al club, soprattutto in termini di settore giovanile, scouting e sviluppo. L’ idea della proprietà è costruire una Reggina solida, sostenibile e competitiva, che non viva di momenti. Poi è chiaro che nel calcio esistono dinamiche complesse, tuttavia ritengo che lavorare con serietà, nel rispetto delle regole e con grande senso di responsabilità, porta ai risultati importanti nel tempo. La Reggina si ricostruisce con il lavoro, non con le parole”. CONTINUA A LEGGERE

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