ULTIM’ORA Reggina, Torrisi: “Chi vince ha ragione, le chiacchiere lasciano il tempo che trovano. Abbiamo sbagliato qualcosa, non siamo stati bravi. Complimenti al Savoia, noi siamo qui a leccarci le ferite”
Terminata la stagione del campionato di serie D, la Reggina ha giocato oggi l’ultima partita della regular season in casa contro il Sambiase, vinta per 4-2.
Al termine della gara, le parole del tecnico degli amaranto mister Torrisi, ha rilasciato alcune dichiarazioni: “Penso che si sia fatto un buon lavoro, quando poi non si raggiunge la vittoria del campionato è normale che tutti dobbiamo essere consapevoli e autocritici, è mancato veramente poco dopo questa grande rincorsa, quindi il rammarico è tanto perché c’è la consapevolezza che questo campionato era alla portata. Per me chi vince ha ragione, quando non si vince le chiacchiere lasciano il tempo che trovano.
Tutti ci aspettavamo una Reggina il 3 di maggio prima in classifica. Ma dopo 8 partite ve l’aspettavate? La Reggina, il club, la città, la tifoseria, il blasone, è normale che sulla carta non può gareggiare con nessuno e in serie D deve vincere. Le aspettative sono più che normali, anche io da casa ero convinto lo vincesse la Reggina in estate. Alla nona giornata era impensabile sperare di poterlo vincere, naturalmente poi grazie al grandissimo lavoro fatto dai ragazzi abbiamo rimesso in piedi una stagione e acceso una speranza, ma anche in trasmissione si diceva che ci credevo solo io. Abbiamo fatto risultati straordinari, abbiamo acceso un lumicino di speranza, era alla portata vincerlo, abbiamo sbagliato qualcosa, non siamo stati bravi, io il primo. Dovevo fare più del massimo e non l’ho fatto: ho fatto un buon lavoro ma non un lavoro eccezionale. Oggi raccogliamo i frutti di quello che ha detto il campionato, l’ha vinto il Savoia, complimento a loro, ha fatto un campionato lineare e l’ha voluto vincere. Noi siamo qua a leccarci le ferite per qualche scivolone che c’è stato di troppo. Ai ragazzi non posso rimproverare nulla, per quanto riguarda i numeri anche oggi chiudiamo con una vittoria. Con la prestazione di oggi l’ha differenza è stato sbloccare il risultato, abbiamo avuto un grande approccio.
Eravamo lì per lì per essere la miglior difesa di tutti i gironi assieme al Barletta. Questa squadra con me prestazioni non ne ha sbagliate escluso il secondo tempo con il Lamezia. Quando si vuole vincere qualcosa bisogna avere un po’ di veleno in più che forse è mancato.
La tifoseria quando ha iniziato a tifare non ci ha dato una mano, ma ha avuto l’80% del merito. Non esiste la pressione di vincere, ma è la cosa più bella del mondo, noi dobbiamo nutrirci di questo, è un privilegio che vorrebbero tutti. Fare l’allenatore della Reggina è vivere un sogno, con quella tifoseria che ti contesta o ti sostiene, io vivo per questo. Dobbiamo essere felice della contestazione, dei fischi, degli applausi, di quello che è questo ambiente, perché vuol dire che siamo personaggi diversi dagli altri. Quando c’è questo, non c’è cosa più bella, non sono alibi: se non siamo all’altezza di queste pressioni cambiamo mestiere e andiamo a fare altro, questo lavoro ce lo siamo scelto noi, anzi dovrebbero essere degli incentivi.
La colpa e la responsabilità me la prendo io, evidentemente non ho trasmesso la mentalità. Dopo la vittoria a Caltanissetta ho percepito che questa squadra stava perdendo un pelo di qualcosa, lì allora la responsabilità è la mia, perché la cosa non mi è sfuggita ma non sono stato bravo a invertire la rotta. Dopo la batosta di Lamezia perdi certezze, ma evidentemente non sono stato bravo io, perché i ragazzi in campo trasmettono quello che abbiamo percepito insieme.
Prendere il Palermo potrebbe essere anche un vantaggio, potrebbe essere uno stimolo vedendo la partita d’andata qui al Granillo contro di loro, perché mi dà una forza e uno stimolo immenso ricordare l’umiliazione subita all’andata.
Tra me e il patron c’è un grande rapporto, è una grande persona: il discorso del futuro è l’ultima cosa. Se dovessimo ricominciare insieme ci sediamo, valutiamo, da parte mia non c’è nessun tipo di problema. Quando ha chiamato la Reggina, non ha categoria. Al futuro ci pensiamo dopo, sicuramente può avere solo una strada maestra: quella di stravincere, per cancellare quelli che sono i campionati passati”. CONTINUA A LEGGERE