Reggina, Torrisi: “Bisogna essere orgogliosi di quello che si è fatto fino a oggi. Il Gela ha buone individualità, vorranno dimostrare di essere una squadra viva”

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Nella conferenza pre gara Gela-Reggina, è intervenuto ai microfoni mister Torrisi, che ha parlato del momento degli amaranto, delle ultime importanti vittorie ottenute e sull’andamento del campionato, oltre che sulla partita di domani.

Queste le sue dichiarazioni: “Parlerei di rammarico il 3 maggio, ancora mancano 5 partite per noi, il nostro percorso è abbastanza chiaro e netto e lo dicono i risultati. Nonostante non siamo stati perfetti penso che bisogna essere orgogliosi per quello che si è fatto fino ad oggi. Abbiamo fatto vittorie importanti e non scontate contro la prima della classe Athletic Palermo e l’Igea, facendolo con due grandi prestazioni sia a livello fisico che tattico.
Il Gela ha buone individualità, dobbiamo andare lì con la nostra mentalità senza fare un passo indietro. Bisogna perseverare e crederci, siamo obbligati fino all’ultima giornata, poi alla fine tiriamo le somme. Tutti venderanno cara la pelle fino all’ultimo e qualora accadesse dobbiamo farci trovare preparati.

Nella maggior parte degli scontri diretti dovevamo arrivare sempre al punto in cui dovevamo superare l’avversario, e così è stato sempre. Nel girone di ritorno dovevamo restare fino all’ultima giornata in corsa per la vittoria del campionato, e così è stato. Qualcuno dimentica da dove siamo partiti e dove siamo adesso, noi ci abbiamo sempre creduto, ci siamo e ce la giocheremo fino alla fine come è giusto e doveroso che sia nei confronti della società, della tifoseria e della maglia che indossiamo.

Il secondo tempo di Lamezia è da vergogna assoluta e l’ho anche manifestato post gara, la gara con l’Acireale però è una partita segnata e già scritta, non abbiamo mai subito l’Acireale. Non possiamo solo pensare a quello che è l’atteggiamento. Il secondo tempo ci siamo abbassati a livello psicofisico e mentale, poi subentra la paura e l’ansia perché sei obbligato a vincere. Purtroppo è una partita dove l’Acireale tira una volta dentro la nostra area e prendiamo gol e diventa un casino. La squadra ha fatto la partita che doveva fare dove purtroppo non è stata cinica. Abbiamo fatto degli errori, magari mentalmente si è pensato di poter vincere la partita lo stesso e questa sufficienza ci ha portato anche a non azzannare le partite e vincerle come dovevamo fare con quella ferocia che abbiamo dimostrato nelle altre partite.

Partita di domani? Non abbiamo mai immaginato di trovare un Gela tranquillo, ma piuttosto voglioso di dimostrare alla Reggina che è una squadra viva che vuole fare bene davanti al suo pubblico, lì è un ambiente caldo. Bisogna andare con la mentalità giusta e consapevoli che domani c’è un avversario tosto che vuole fare la sua figura. Qualcuno poi dimentica visto che ormai la Reggina è in D da tre anni, che giocare contro la Reggina è qualcosa di unico e che alcuni giocatori addirittura potevano pensare fosse impossibile, così come per me allenarla. Sappiamo che tutti hanno una marcia in più. Questo è il nostro obiettivo, andare lì con la massima ferocia e dominare una gara che ci deve portare un risultato positivo.

Le migliori cose questa squadra le ha fatte a Caltanissetta, Palermo e Barcellona. Purtroppo alcune partite abbiamo difficoltà a trovare gli spazi e siamo costretti a far emergere unicamente il singolo che deve trovare la giocata. La Reggina ha in campo giocatori che le partite possono vincerle da soli, che possono uscire la giocata dal cilindro nel momento stesso. Con tutto il rispetto per gli altri non temiamo nessuno.

Per quanto riguarda la situazione infortunati, Barillà è guarito e torna in gruppo lunedì. Pellicanò rottura di crociato e menisco nella partita che è andato a giocare con la Juniores, per lui stagione finita, mi dispiace per il giocatore che è forte oltre che per il professionista. Questo è comunque il ginocchio che non gli ha permesso di stare bene al massimo ogni settimana in allenamento, ma nonostante questo problema che aveva si è sempre impegnato. Mi auguro si riprenda presto perché il calcio ha bisogno di gente come lui. 

Nelle tre partite che andremo ad affrontare abbiamo una rosa di 24/25 giocatori, poi eventualmente il pensiero potrebbe andare alla terza, perché il pensiero sarà come arrivare alla terza, che è il Paternò, squadra che non ha la stessa classifica della vecchia terza che era l’Athletic Palermo.

Io fenomeno? Non lo sono mai stato, probabilmente posso stare poco simpatico a qualcuno ma poco importa. A me la cosa che interessa è una, faccio il mio lavoro al massimo, sbagliando alcune volte, ma prendo spunto per migliorarmi. Voglio il massimo da tutti, su questo ci sono poco dubbi, esco di casa per fare il mio lavoro e non per piacere alla gente. In un mondo come questo del calcio, la maggior parte di noi cerchiamo di proporci e venderci in base alla clientela che abbiamo, io se devo piacere piaccio per quello che sono, non mi interessa vendermi per quello che non sono. Le scelte le faccio io, sbagliando alcune volte ma sono scelte fatte da quello che vedo durante la settimana. Noi abbiamo cambiato qualcosa sopratutto negli uomini e nel sistema di gioco dopo Lamezia e Messina dove la squadra ha avuto il punto più basso nella mia gestione, 1 punto in 2 partite.

Con il Messina ha giocato la formazione top per chi avevo disponibili, e abbiamo cercato di cambiare qualcosina come a Lamezia, dove non avevo Edera e Di Grazia è uscito per infortunio. Ho dovuto cambiare sistema di gioco perché avevo Giuliodori che non stava bene, alcune volte non è stato convocato qualcuno dice perché abbiamo litigato, ma non stava bene. Non c’è soltanto lo stato fisico, ma anche lo stato mentale, ci sono ragazzi che possono avere problemi extra campo e questo lo sappiamo noi, non lo sanno gli altri.

Tutto quello che è accaduto è normale e psicologico, poi siamo stati presuntuosi perché abbiamo pensato che anche solo con il 100% potevamo portarla a casa e non si è dato il 200%”. CONTINUA A LEGGERE

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