ESCLUSIVA, Trupia: “Calcio giovanile? Vi dico come la penso”

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Trupia

Intervista esclusiva per PascalDesiato.com a Carmelo Trupia, docente Scienze Motorie, Uefa B dal 2019 che ha già accumulato tanta esperienza nel mondo del calcio e dello sport in generale.
Dal 2001 ha collezionato diverse esperienze in tutte le categorie dell’attività di base e del settore giovanile, in diverse città italiane come Milano, Roma e Catania.
Nella stagione 2017/2018 e 2018/2019 ha fatto parte dello staff della Juventus Academy nei “Summer Camp” che la squadra bianconera ha organizzato in Sicilia.
Nella stagione 2019/2020 ha allenato l’Under 19 della Pro Favara vincendo la fase provinciale. Nel 2021/2022 ha svolto il ruolo di responsabile dell’attività di base della FIGC di Agrigento.
Nel 2022/2023, da l’allenatore della Juniores del Licata ha vinto il campionato Regionale U19
Nella ultime due stagioni ha allenato l’Under 19 della Pro Favara e poi Castrum con ottimi risultati mettendo in vetrina tanti giovani locali, oltre ad aver contribuito alla nascita del vivaio gialloblu’, settore giovanile della società che milita in serie D.
Nella stagione in corso sta collaborando con la società Colleverde Agrigento come istruttore attività di base.

 

Un parere sul calcio giovanile siciliano? “Ho avuto modo di seguire nelle ultime stagioni un po’ tutte le categorie del settore giovanile Siciliano, dall’Under 15 all’Under 19, è difficile generalizzare ma credo che molte societa’ iniziano a capire quando sia importante investire sui giovani, sulla loro crescita e impostazione. Credo che chi ha lungimiranza di farlo, puo’ ricavarne solo vantaggi, chiaramente senza aver fretta di ottenere immediatamente risultati”.

Cosa si dovrebbe fare per migliorare i settori giovanili e su cosa di dovrebbe puntare? “Non ho la bacchetta magica ma ritengo che dare troppa importanza alla vittoria e poca troppo poca alla vera crescita tecnica, tattica e soprattutto umana dei ragazzi in fase di apprendimento calciatico ( 12/15 anni) sia controproducente, tant’e che molto ragazzi abbandonano il calcio dai 16 anni in poi. Credo invece che il calcio nel settore giovanile debbe essere piu’ formazione dell’alteta, che deve saper fare e risolvere più situazioni di campo e non solo vincere”.

Perché in Italia ai massimi livelli giocano pochi giovani rispetto agli altri campionati? “Credo che abbiamo in Italia un po’ troppa paura di sbagliare, si preferisce andare al “sicuro” puntando sull”esperienza a discapito del giovane, questo perche la societa’ in generale punta sul risultato immediato e non sull investimento futuro. Ci vuole tanta calma con i giovani, molta pazienza e voglia di aspettarli”. CONTINUA A LEGGERE

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