ESCLUSIVA – Terranova: “Vittoria? Bilancio positivo. Nissa? Aspettative eccessive”
Intervista esclusiva per PascalDesiato.com a Nicolò Terranova, tecnico del Vittoria che aveva iniziato la stagione alla Nissa dopo la promozione dall’Eccellenza alla Serie D.

Mister un bilancio della sua stagione a Vittoria? Un bilancio sicuramente positivo. Dal mio arrivo, nelle rimanenti 8 partite, abbiamo recuperato agli avversari 2 posizioni riuscendo a disputare la semifinale Play-Off in casa. Un percorso breve ed intenso, dove la squadra ha dato tutto ciò che aveva, ma come dice qualcuno più famoso di me per lottare alla pari con gli altri ci vogliono le armi, le nostre armi ci hanno permesso questo percorso, che è terminato dignitosamente contro l’organico migliore del campionato, il Modica.
Il suo parere sul Girone I di Serie D e della sua esperienza alla Nissa? Come mi aspettavo il Girone I è stato uno dei più difficile dell’intera serie D. Squadre di grande blasone ed investimenti importati da parte di molte società hanno sicuramente alzato il livello qualitativo del girone. Piazze come Reggio e Siracusa hanno reso interessante ed affascinante un girone che da qualche anno aveva perso di interesse.
Dispiace quanto accaduto all’Akragas, ma era prevedibile, e la retrocessione del Licata, altra piazza che sicuramente non merita questo finale. Contento per la salvezza dell’Enna, città alla quale sono molto legato.
La Nissa per me è stata un’esperienza importante che ha forgiato molto il mio carattere. Il mio errore più grande è stata l’incapacità di gestire un contesto con poche competenze calcistiche, dove una società, formata da persone per bene ed ottimi professionisti nei loro settori, disconoscevano le difficoltà e le dinamiche di una categoria come la serie D. Abbiamo provato, assieme al direttore (gli unici ad aver fatto la categoria qualche anno prima), a far capire proprio questo, senza riuscirci.
L’esonero, che di aspetto tecnico ha ben poco, è la conseguenza delle aspettative eccessive e fuori luogo che sono state create dalla società, perché la reale dimensione della Nissa nella stagione 2024/25 era il 5/6 posto.
Non puoi dichiarare di voler vincere il campionato quando nel girone ti ritrovi 3/4 squadre che sono pronte a spendere 3 volte più di te…
Oggi, con il senno del poi, dico che sarei dovuto andare via, ma adesso è acqua passata. Nello stesso tempo ringrazio il direttore Russello e la società capeggiata dal Presidente Giovannone, per avermi dato la possibilità di rappresentare calcisticamente una città così importante. Sono sicuro che il Presidente Giovannone, persona ambiziosa, riuscirà prima o poi a portare la Nissa nel professionismo.
Gli obiettivi per la prossima stagione e se sta già pianificando con la società su dove eventualmente intervenire? Ancora è presto per parlare di obiettivi, c’è bisogno di staccare la spina un attimo, per la società è stato un anno pesante e stressante.
Con la società ci siamo presi una pausa, mi sono trovato benissimo, gente per bene e tutti lavoratori, qualcuno anche senza “giacca ed aperitivo” ma con giubbino e mani vissute, ci siamo ripromessi di risentirci fra una decina di giorni, ma è chiaro che a Vittoria non puoi far altro che avere solo ambizioni di “successo”.
A Vittoria mi ha impressionato positivamente il calore e la fame di calcio dei tifosi.
Di quali riforme necessita il calcio dilettantistico? Il calcio dilettantistico necessita di qualche miglioria. Una potrebbe essere quella di ampliare i play off, si potrebbe includere un numero maggiore di squadre, magari le prime 6 – 8 per dare più opportunità alle squadre che hanno giocato bene durante la stagione. Questo potrebbe aumentare l’interesse e la competitività e fino al termine del campionato le squadre lotterebbero per raggiungere degli obiettivi. Questa riforma andrebbe bene per l’Eccellenza. Per quanto riguarda la serie D, i play off per come sono adesso strutturati non hanno senso, alla squadra che vince i play off occorre dare il giusto merito e cioè la promozione nella serie superiore. La riforma inerente l’utilizzo dei giovani calciatori nel campionato di Eccellenza 2025/2026 qualora venisse ratificata anche dai Comitati Regionali mi trova completamente d’accordo. I giovani sono una risorsa fondamentale per il calcio ed non hanno bisogno di vincoli per mettere in mostra il loro valore e loro capacità. Io non ho nessuna difficoltà a far giocare anche più giovani purché dimostrino di meritarlo sotto tutti i punti di vista, tecnico, caratteriale e morale. CONTINUA A LEGGERE