ULTIM’ORA Trapani, Antonini: “Investiti 27 milioni tra calcio e basket. Reggina? Nessuna corazzata. Futuro? Vi dico su cosa stiamo lavorando. Serie C? Vi dico cosa bisognerebbe fare. Ricevuta convocazione per quanto successo con i ragazzi del settore giovanile”

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Antonini a tutto campo: Investimenti, Mokarta, Serie C e il progetto di una nuova società professionistica

Il presidente del Trapani, Valerio Antonini, è intervenuto attraverso i canali social del club per affrontare diversi temi legati alla società granata, al presente e soprattutto ai progetti futuri.

Un’intervista a tutto campo nella quale si è parlato di calcio, basket, infrastrutture, settore giovanile, mercato e sostenibilità del sistema calcistico italiano. Non sono mancati i riferimenti alla Reggina, alle assenze che hanno condizionato l’inizio di stagione e alle prospettive del progetto sportivo di Antonini. 

Inoltre da quanto appreso il presidente dei granata ha ricevuto una convocazione dalla Procura Federale per testimoniare a riguardo dei fatti, da lui denunciati, sulle richiesti di soldi, da parte di alcuni direttori sportivi, per fare giocare i giovani nel settore giovanile.

Presidente, partiamo dal derby e da quanto accaduto al termine della partita. Che impressione ha avuto della prestazione della squadra? “Mi è piaciuta soprattutto la reazione della squadra, la voglia di non perdere e la determinazione mostrata dai ragazzi. Ho apprezzato molto l’atteggiamento avuto durante la partita e la capacità di reagire anche nei momenti difficili”.

Si è parlato molto anche degli episodi successivi alla gara. Lei è intervenuto personalmente per difendere i suoi giocatori. “La ricostruzione che era stata fatta mi aveva talmente innervosito che sono stato costretto ad intervenire per difendere i ragazzi. Non credo che ci fossero vittime e colpevoli, ma atteggiamenti da entrambe le parti. Anche le sanzioni della Procura federale, sostanzialmente uguali per le due società”.

Le assenze di Jallow e Sarr nelle prime partite hanno fatto la differenza? Con loro a disposizione il Trapani avrebbe potuto avere molti più punti in classifica? “Certamente le assenze di due giocatori importanti come Jallow e Sarr hanno inciso. Sono calciatori che possono fare la differenza e che avrebbero potuto darci un contributo importante fin dall’inizio. Probabilmente, con loro a disposizione, avremmo potuto raccogliere molti più punti”.

Un altro tema importante riguarda il settore giovanile. Quanto conta vedere i ragazzi della Juniores confrontarsi con i calciatori della prima squadra? “È bello vedere la Juniores affrontare i grandi. Credo sia un’esperienza molto importante per i ragazzi, che hanno la possibilità di misurarsi con calciatori più esperti e di crescere attraverso questo tipo di confronti. Vogliamo dare valore anche ai giovani e creare opportunità per il loro futuro”.

Passiamo alla corsa al campionato. La Reggina resta una delle principali favorite? “La Reggina è sicuramente una delle squadre favorite, ma non la considero favorita in maniera assoluta. Il campionato è competitivo e ci sono diverse squadre che possono giocarsi le proprie possibilità. Non bisogna dare nulla per scontato”.

Capitolo infrastrutture. Uno dei progetti sui quali si sta lavorando riguarda il Mokarta. Qual è la situazione e quali sono le prospettive? “Stiamo lavorando per riuscire ad aprire il Mokarta al pubblico. È un progetto al quale teniamo molto e sul quale stiamo lavorando in piena sintonia con il Comune di Erice. Con l’amministrazione c’è una collaborazione concreta e si sta lavorando insieme per raggiungere questo obiettivo, a differenza di quanto accaduto a Trapani”.

Un altro argomento riguarda il futuro della Serie C. Lei ha parlato della possibilità di una riforma con due soli gironi. Perchè? “Credo che sia arrivato il momento di affrontare seriamente il problema dei costi del calcio professionistico. La mia proposta è quella di passare a una Serie C con due gironi, eliminando il terzo. Le spese per le società sono diventate insostenibili e bisogna trovare una soluzione concreta. Ridurre i gironi significherebbe ridurre una parte importante dei costi di gestione e delle trasferte, rendendo il campionato più sostenibile per i club”.

In questi anni il suo progetto sportivo ha coinvolto sia il calcio che il basket. Qual è il bilancio degli investimenti effettuati? “In questi anni abbiamo investito complessivamente circa 27 milioni di euro tra calcio e basket. È una cifra importante, che testimonianza quanto abbiamo creduto nel progetto sportivo di Trapani. Abbiamo messo risorse significative per costruire due realtà competitive e dare alla città una presenza importante nello sport nazionale. Il resto su come sono andate le cose lo conoscete, ma io non intendo fermarmi”.

Il progetto Antonini potrebbe allargarsi ulteriormente? Sappiamo che ci sarebbero interessi per l’acquisizione di un’altra società professionistica, ma al momento vige il massimo riserbo. “Il nostro progetto sportivo guarda anche oltre le realtà attuali. Ci sono valutazioni e interessi, ma in questa fase preferisco mantenere il massimo riserbo. Quando ci saranno novità concrete, sarà il momento di parlarne”.

Quali sono adesso le priorità per il futuro? “Vogliamo continuare a lavorare per consolidare il nostro progetto, valorizzare le strutture, dare spazio ai giovani e garantire un futuro sostenibile alle nostre realtà sportive. Gli investimenti fatti dimostrano il mio impegno e la volontà di proseguire nel percorso intrapreso”.

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