ESCLUSIVA Akragas, il ds Russello: “Mi aspetto un campionato molto equilibrato e competitivo. Quando si è presentata la possibilità di tornare, ho sentito che era il momento giusto per rimettermi in gioco con questa società. Tornare ad Agrigento ha anche un significato personale. Credo fortemente nel progetto del presidente La Porta. Nissa? Posso solo dire che la passata stagione per colpa di alcune persone dentro la società non mi è stata data la possibilità di vincere l’ennesimo campionato e sarebbe stato probabilmente il più facile da vincere”

Una carriera costruita tra campo, scrivania e programmazione, sempre con una caratteristica precisa: conoscere profondamente l’ambiente in cui lavora e costruire squadre con una precisa identità. Agrigentino doc ed ex calciatore dell’Akragas negli anni ’90, Ernesto Russello ha iniziato il suo percorso dirigenziale proprio nel club biancazzurro, diventando direttore sportivo anche nella stagione 2014/2015, quella della storica promozione dell’Akragas in Lega Pro.
Negli anni ha continuato a lavorare nel calcio siciliano, ricoprendo anche il ruolo di direttore sportivo della Sancataldese in Serie D, dove ha contribuito alla costruzione di una squadra capace di conquistare una importante salvezza. Nel 2022 il ritorno all’Akragas. Una nuova sfida e una nuova costruzione, culminata con la vittoria del campionato di Eccellenza 2022/2023 e la promozione in Serie D. Poi la Nissa. Dal 2023 Russello diventa direttore sportivo del club nisseno, affrontando un progetto ambizioso che lo porta prima alla conquista della promozione in Serie D e successivamente alla permanenza nella categoria nazionale.
Un percorso che racconta bene il suo profilo: programmazione, conoscenza dei giocatori, mercato e capacità di costruire gruppi competitivi. E oggi, nel 2026, Ernesto Russello è nuovamente all’Akragas. Un ritorno che va oltre il semplice incarico professionale: è il ritorno di un uomo che ad Agrigento ha giocato, ha lavorato e ha già contribuito a scrivere pagine importanti della storia recente del club. Il suo compito sarà ancora una volta quello di costruire una squadra competitiva e di trasformare idee, nomi e mercato in una squadra capace di parlare sul campo. Perché ad Agrigento Ernesto Russello non è semplicemente un direttore sportivo. È uno che conosce questa maglia, questa città e questo calcio.
Questa la sua intervista esclusiva per PascalDesiato.com.
Direttore Russello, partiamo dal Girone A di Eccellenza siciliana. Che campionato si aspetta? “Mi aspetto un campionato molto equilibrato e competitivo. Ci sono diverse società che hanno lavorato bene e che hanno costruito organici importanti. Sarà fondamentale avere continuità, perché in un campionato così ogni punto può diventare determinante”.
Quali sono, secondo lei, le squadre che partono maggiormente attrezzate? “Vedo sicuramente Sancataldese, Partinicaudace, Marsala e Kamarat tra le squadre più attrezzate. Sono realtà importanti, con organici e ambizioni. Poi, come sempre, sarà il campo a stabilire i reali valori”.
Lei è tornato all’Akragas. Perché ha deciso di accettare nuovamente questa sfida? “Perché Akragas per me non è una società come le altre. Qui ho giocato, qui ho lavorato e qui ho vissuto momenti importanti della mia carriera. Quando si è presentata la possibilità di tornare, ho sentito che era il momento giusto per rimettermi in gioco con questa società. Tornare ad Agrigento ha anche un significato personale. Credo fortemente nel progetto del presidente La Porta”.
Ha avuto altre possibilità oppure la scelta è stata immediata? “Le valutazioni sono state fatte, come è normale che sia, ma quando si parla di Akragas entrano in gioco anche sentimenti e motivazioni che vanno oltre l’aspetto professionale. Ho scelto con convinzione”.
Perché avete scelto Cammarata come allenatore? “Perché riteniamo che abbia le caratteristiche giuste per questo progetto. È un allenatore che conosce bene la categoria, conosce il calcio siciliano e soprattutto sa cosa significa lavorare in un ambiente con pressioni e ambizioni. La nostra scelta è stata ponderata e condivisa”.
Che rapporto vuole instaurare con lui? “Quello tra direttore e allenatore deve essere basato soprattutto sulla fiducia e sul confronto quotidiano. Abbiamo ruoli diversi, ma un unico obiettivo: mettere la squadra nelle condizioni di competere per qualcosa di importante”.
Guardando invece alla sua esperienza in Serie D con la Nissa, ha qualche rammarico per la passata stagione? “Posso solo dire che per colpa di alcune persone dentro la società non mi è stata data la possibilità di vincere l’ennesimo campionato e sarebbe stato probabilmente il più facile da vincere”.
Una frase molto forte. Ma cosa si porta dietro da quella esperienza? “Mi porto dietro la consapevolezza di aver fatto il mio lavoro fino in fondo. Nel calcio non sempre basta lavorare bene: servono unità di intenti, chiarezza e persone che remano tutte nella stessa direzione”.
Parliamo del Girone I di Serie D. Quali sono le squadre che vede davanti alle altre? “Vedo favorite Vibonese, Igea Virtus, Nissa e Reggina. Secondo me queste ultime due sono un po’ più avanti rispetto alle altre per quello che hanno costruito. Subito dopo metterei una quinta squadra, che potrebbe essere la sorpresa del campionato”.
Quindi si aspetta anche qualche outsider? “Assolutamente sì. La Serie D è un campionato particolare. Basta poco per cambiare gli equilibri e spesso una squadra che parte senza i riflettori addosso riesce a inserirsi nelle prime posizioni. Per questo non mi limiterei mai alle quattro squadre che ho citato”.
Che Akragas vuole vedere il pubblico quest’anno? “Una squadra che abbia personalità, organizzazione e voglia di lottare su ogni pallone. Quando indossi la maglia dell’Akragas devi sapere che rappresenti una città e una tifoseria importante. Questo deve essere uno stimolo, non un peso”.
Qual è il messaggio che vuole mandare ai tifosi biancazzurri? “Chiedo loro di starci vicino. Noi sappiamo che ci sono aspettative, ma sappiamo anche che queste aspettative fanno parte della storia dell’Akragas. Vogliamo costruire qualcosa di importante e cercheremo di farlo tutti insieme”.
Un obiettivo che può dire apertamente? “L’obiettivo è sempre quello di competere per vincere. Poi sarà il campo a parlare. Noi abbiamo il dovere di lavorare ogni giorno per mettere l’Akragas nelle condizioni di raggiungere il massimo risultato possibile”. CONTINUA A LEGGERE
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