ULTIM’ORA Catania, l’amaro addio di mister Biagianti: “Volevo restare, non me ne vado per mia volontà. Ma porto con me la crescita dei miei ragazzi”
Un addio che fa rumore, intriso di orgoglio per i traguardi raggiunti ma anche di profonda amarezza per le modalità con cui si è consumata la rottura.
Si conclude dopo tre anni intensi l’avventura sulla panchina rossazzurra del tecnico, che affida ai social un lungo e toccante messaggio di congedo. Una lettera d’amore ai colori etnei, ma anche un chiarimento doveroso verso la piazza: la decisione di interrompere il rapporto non è partita da lui.
Il ringraziamento ai ragazzi e allo staff
Il primo pensiero del mister è tutto per i suoi calciatori, il vero motore di questo triennio di successi e crescita umana:
«Il privilegio più grande è stato allenare tanti ragazzi, accompagnandoli nel loro percorso di crescita e condividendo con loro tante emozioni. Grazie per quello che mi avete trasmesso e per come avete affrontato ogni allenamento, anche nei momenti più difficili. Avete dimostrato professionalità e grande attaccamento alla maglia.»
Un percorso condiviso fianco a fianco con professionisti che non ha voluto dimenticare nei saluti finali, con una menzione speciale per il responsabile del settore giovanile, Orazio Russo:
«In questi tre anni ho avuto la fortuna di lavorare con persone straordinarie. Un grazie speciale a tutti gli staff che mi hanno accompagnato e a tutte le persone che, ogni giorno, hanno condiviso con me questo percorso con disponibilità e passione. Un pensiero speciale va a Orazio Russo. Grazie per aver creduto in me fin dal primo giorno e per la fiducia che mi hai sempre dimostrato. Non ti dimenticherò mai.»
La verità sull’addio: «Volevo continuare nel rispetto del contratto»
C’è delusione per una scelta societaria subita e, soprattutto, per le tempistiche con cui gli è stata comunicata, che di fatto ne penalizzano il futuro professionale:
«Ancora una volta non lascio questa maglia per mia volontà, né perché abbia scelto altri progetti. Il mio desiderio era quello di continuare ad allenare i miei ragazzi e questi colori, nel rispetto del contratto che mi legava al Catania. Conoscere questa decisione con un maggiore anticipo, mi avrebbe dato il tempo necessario per programmare il mio futuro. Lascio con la consapevolezza di aver dato tutto, mettendo cuore, dedizione e passione in ogni allenamento, in ogni partita e in ogni scelta, con un unico obiettivo: far crescere i ragazzi.»
Un bilancio straordinario: i numeri di un triennio d’oro
Il tecnico lascia Catania a testa altissima, forte di un bagaglio di esperienze che lo ha segnato profondamente e di numeri che certificano un lavoro straordinario con il settore giovanile rossazzurro:
«Porterò con me tre anni intensi, fatti di emozioni, risate, delusioni, sacrifici e soddisfazioni. Tre anni che non dimenticherò mai e che mi hanno fatto crescere, prima come allenatore e soprattutto come uomo.»
A parlare per lui sono i fatti e le statistiche di un ciclo incredibile alla guida della Primavera:
5 ragazzi hanno esordito in Serie C
1 campionato vinto con 13 punti di vantaggio
2 finali play-off raggiunte
In due stagioni e mezzo alla guida della Primavera, in campionato: 37 vittorie, 13 pareggi e solo 3 sconfitte
L’ultimo messaggio d’amore alla città
I numeri e i trofei in bacheca, però, per il mister passano in secondo piano rispetto all’eredità umana e tecnica lasciata ai suoi calciatori. Il congedo finale è una promessa d’amore eterno al Catania e ai suoi tifosi:
«I risultati passano. Il lavoro svolto con i ragazzi resta. Ciao Catania, il mio amore per questi colori non cambierà mai. Ti amo A presto»
