ULTIM’ORA Scossone Ragusa, va via il consulente sportivo
Il consulente Martone si dimette.
“COMUNICATO PERSONALE Consulente Sportivo Ragusa Calcio
DIMISSIONI E SALUTI
Nonostante queste prime giornate storte, al di là dei risultati di questo inizio stagione e rispetto allo scorso anno, c’era ancora tutto il tempo e la possibilità di lottare e risalire. Non sono i risultati il vero problema. Il calcio non è una scienza esatta. Tanto per fare due esempi, vedi Catanzaro in serie B penultimo, dopo che l’anno scorso a 10 minuti dalla fine sfiorava la serie A ed oggi la stessa Fiorentina in serie A dopo aver speso 400 milioni tra centro sportivo e squadra, è penultima in classifica in serie A. Ma in Italia siamo 2 milioni di direttori e 2 milioni di allenatori, fuori dallo spogliatoio.
Anzi, proprio sui risultati sportivi va detto con chiarezza: il consulente negli ultimi due anni qui a Ragusa ha creato due miracoli. Non ultimo quello di tre mesi fa, contro il blasonato Messina, dove siamo passati per eroi in tutta Italia.
E dopo appena tre mesi, quest’anno alla seconda giornata di campionato, sono già iniziate le critiche e contestazioni, manco dovessimo vincere il campionato. Per me l’incoerenza è il male di una tifoseria (in parte, perché c’è anche chi ne capisce). Bisogna essere COERENTI e non dopo due mesi già buttare fuoco su una squadra che vi ha dato le migliori gioie e soddisfazioni lottando e sudando sempre la maglia.
Non sopporto l’incoerenza e iniziare già dopo due giornate a contestare è stato il male di questa stagione.
Tra l’altro il consulente lascia la squadra con le stesse partite e gli stessi punti dell’anno scorso. Adesso vediamo chi è bravo a fare il miracolo come l’ha fatto il consulente l’anno scorso e due anni fa. Perché basta chiacchiere, ci vogliono i fatti. Come per 2 anni li ho fatti “IO”. Adesso vediamo chi sarà questo mago come lo è stato il consulente. Quando nessuno di tutti voi ci credeva, io mi sono sbracciato la camicia e insieme alla MIA squadra abbiamo iniziato a lottare da soli, fino a salvarci. Poi per il resto, ho visto molte persone salire sul carro, ma questo fa parte del mondo del calcio, ogni volta che si vince. Ho visto detrattori far finta di festeggiare oppure rosicare per non aver potuto contestare. Mi dispiace per loro.
Quest’anno era iniziato tutto con i migliori propositi. Alla prima giornata, il derby in casa: proprio il consulente con tutta la società aveva portato 1500 persone allo stadio, con 300 bambini, in un clima di festa bellissimo. Una partita bellissima dopo vent’anni che non si giocava in Serie D, dove meritavamo di vincere sotto gli occhi di tutti e siamo stati beffati solo al 94′ quando il Modica ha pareggiato. Lì erano partiti i migliori pronostici. Ma poi…
Poi qualcuno ha voluto questa morte calcistica del Ragusa, che sia a livello di tifoseria o a livello di altre situazioni, i fatti li sappiamo bene noi, e NESSUNO HA FATTO NULLA. La miracolosa salvezza contro il Messina e il derby dominato sono i due ricordi più belli di un fine anno e di un inizio anno da incorniciare. Avevo fatto portare rispetto alla Ragusa calcistica e tutti iniziavano a temerci come squadra che NON MOLLAVA MAI! Poi il buio, a causa di questi malumori e di queste contestazioni che invece si dovevano trasformare in supporto e starci vicino, perché avevamo dimostrato di potercela fare come due anni fa e l’anno scorso e che ce la potevamo fare anche quest’anno. Perché TUTTI INSIEME SI POTEVA. Quindi a ognuno le proprie colpe.
Ma al di là dei risultati sportivi, come è giusto che sia, è giusto che mi faccia da parte e dia la possibilità ad altri. Così ho fatto sempre nella mia carriera. Ho sempre rassegnato le dimissioni quando sentivo che era il momento. E quel momento è arrivato. La notte porta consiglio e stamattina è arrivata la mia scelta. Domani mattina già lascerò Ragusa. Non avrei mai immaginato questo giorno o meglio pensavo che arrivasse quando più tardi possibile, ma doveva pur sempre arrivare. FINALMENTE però ritorno dalla mia famiglia dove in questi due anni e mezzo abbiamo fatto tanti sacrifici, proprio perché credevamo di seminare qualcosa qui in questa splendita città.
A dirla tutta, in queste settimane, a differenza dello scorso anno dove avevo il fuoco dentro e dove avevo unito tutte le mie forze per un’impresa dove, ripeto, nemmeno l’1% degli addetti ai lavori e dei tifosi ci credeva, ero l’unico che lo urlava e così è stato! Ora, devo essere sincero, mi si è spenta la fiammella.
Oltre ai risultati sportivi, ci sono stati dei motivi molto personali e soprattutto familiari che richiedono la mia presenza a casa e che in questo momento sono più urgenti. Devo rientrare, devo fare tre passi indietro. Perché un uomo è tale quando sa riconoscere errori e responsabilità ma anche quando capisce che non può più dare nulla.
Quello che però mi ha ucciso definitivamente, e spento la fiammella dal punto di vista personale, è stata l’ingiustizia che ho dovuto pagare nel derby con il Modica, per colpa di un modicano. È una cosa che non mi passa, non mi andrà mai giù. Lotterò fino alla fine per la verità. Esiste il Dio divino e quella è l’unica legge a cui credo e che non sbaglia mai, ed è uguale per tutti, uomini normali e di potere!
Un passaggio doveroso va fatto anche sull’informazione.
Dispiace constatare come una parte della stampa, in particolare il quotidiano La Sicilia, abbia raccontato in queste settimane una versione dei fatti distante dalla realtà, sia sotto il profilo gestionale che sportivo, con particolare riferimento alla figura del consulente sportivo. Articoli non veritieri che non fanno altro che alimentare rabbia e confusione nella tifoseria.
Un supporto non giornalistico, dove quando si vince non si parla, ma quando si perde parte l’attacco diretto e personale.
Atteggiamenti che forse nascondono anche vecchie ruggini di chi prima ricopriva il ruolo di addetto stampa e oggi si ritrova fuori dalla porta.
Quando in una piazza non si rema tutti dalla stessa parte e non tutti amano davvero questa maglia, diventa impossibile lavorare. E non mi riferisco ai tifosi veri perché chi più e chi meno, le contestazioni giuste, fanno parte di questo meraviglioso sport e bisogna accettarle.
E adesso, parlando proprio alla tifoseria, dico: vediamo chi sarà il prossimo, ora che il consulente se n’è andato. Perché dare sempre la colpa agli altri è facile. Se negli ultimi vent’anni qui a Ragusa ci sono stati fallimenti e retrocessioni, vivacchiando sempre tra Promozione ed Eccellenza, non è certo colpa di una sola persona. Può darsi che manchi ancora cultura sportiva e che bisogna crescere come tifoseria e contesto imprenditoriale. Ogni tanto serve un bagno di umiltà (come sto facendo io) e capire che il male di noi stessi siamo noi, non sono gli altri.
E poi diciamola tutta: questa società sicuramente a qualcuno non è mai andata a genio. Una delle società più durature della storia Ragusa calcio, garantendo 5 anni di serie D consecutivi, senza mai retrocedere o prendere punti di penalità. Gli unici a non mollare, tirando la carretta tra mille difficoltà. Mentre altri pseudo soci, che hanno vinto in passato in eccellenza, al secondo anno di serie D al primo play play out, sono scappati e per di più lasciando una montagna di debiti.
Allora … Vediamo questi tifosi che tanto si lamentano di questa società se metteranno mano alla tasca, se si prenderanno cura dei propri beniamini dandogli supporto e stando vicino alla squadra.
Uno dei modi principali per dimostrare amore è creare associazioni per il bene del Ragusa, mettendo e garantendo soldi, gestione e sostenibilità.
Adesso vediamo se sono in grado, qualche tifoso che si lamentava troppo o qualche imprenditore ragusano che può dare una mano alla squadra della sua città. Perché chi viene da fuori non potrà mai amare Ragusa (sentivo sempre la solita canzoncina) come la amano i ragusani stessi. Allora mi sono riscoperto leggendo un’intervista di Giovanni Falcone, dove diceva: “Non è che se le cose stanno così, non è detto che debbano andare così. Il problema è che quando c’è da rimboccarsi le maniche, quando c’è da attuare un cambiamento, da voler cambiare, è allora che la stragrande maggioranza delle persone preferisce lamentarsi e non fare”.
Non abbandono io. Sono costretto.
Mi conoscete bene: quando mi metto in testa una cosa lotto fino all’ultimo frammento del mio cuore, ma ora non è più una sfida, è diventata una caccia al bersaglio.
In questo momento difficile però voglio fare dei ringraziamenti doverosi.
Il primo va al Sindaco Peppe Cassì. Ve lo dovete tenere stretto, è un appello che faccio alla città. È un uomo leale, sincero, poi può piacere o no, ma è soggettivo (idem io)
Il secondo va a Simone Di Grandi, un’altra bellissima persona che merita molto di più di quello che già sta ricevendo da questa città.
Un ringraziamento speciale va alla società, che mi è sempre stata vicina in questa vicenda del Modica, e in particolare al Vicepresidente Emanuele Carnazza, a Gianni Borrometi e a un amico che mi è stato vicino al di là di tutto, Aldo Sinatra.
Un grazie a tutti i dipendenti, a tutto lo staff, a tutti, davvero a tutti.
E se volevo provare a riaccendere quella fiammella, l’ho fatto soprattutto per il gruppo.
Perché questo è un gruppo di uomini. Un gruppo di ragazzi sì, ma uomini veri. A volte possono sbagliare la lettura di una gara, possono sbagliare un atteggiamento in partita, ma hanno sempre lottato con il cuore. Hanno sempre sudato la maglia, hanno sempre sudato i soldi che hanno guadagnato.
E se a volte sono stato duro con loro, è perché mi sono sentito sempre un padre di famiglia per loro. Anche perché questa avventura l’ho vissuta un po’ dietro le quinte, da consulente sportivo.
Voglio ringraziare poi quei tifosi che hanno seguito il Ragusa H24, in tutti gli allenamenti sotto la pioggia e con il vento. Siete voi che mi avete apprezzato, elogiato e spinto ad andare avanti, quando tutti pensavano che eravamo già retrocessi ogni inizio anno. Siete voi che avete provato con bellissimi messaggi a farmi riaccendere quella fiammella. Ci ho provato per due-tre settimane, davvero, ma non ci sono riuscito. Ho il cuore frantumato.
Ho avuto la fortuna prima di oggi, di incontrare anche i tifosi storici del gruppo MANICOMIO oltre a un altro tifoso vero Peppe e Stefano, dove ho percepito uomini che hanno dato tanti anni e sacrifici per questo club. Finalmente ci siamo conosciuti e capiti come uomini, al di là del calcio! Dopo quella chiacchierata mi sono preso dei giorni perché non volevo deluderli per una promessa di andare avanti ancora più forti di prima. Sono rimasto meravigliato dalla loro cultura sportiva a invitarmi a non mollare e a sostenerci, capendo bene la mia situazione e quello che mi è successo qui. Un incontro che mi ha purificato l’anima facendo conoscere la mia persona (*non il sentito dire)* e non un semplice consulente sportivo.
Lascio qui un pezzo di cuore.
Vado via da una città che mi ha adottato, da una città che mi ha fatto ritrovare prima di tutto come uomo. Qui ho trascorso quasi tre anni bellissimi, abbiamo sempre raggiunto l’obiettivo, abbiamo fatto parlare l’Italia. La salvezza contro il Messina è stato un miracolo. Rimbomberà negli annali di questo meraviglioso club. Ho cercato di dare dignità e rispetto a un club che negli ultimi anni era stato maltrattato e sfruttato.
Ho scoperto Marina di Ragusa dove vivevo e spero di ritornarci, una bomboniera, una bellissima città che poche ce ne sono in Italia.
Anche quest’anno pensavo di divertirmi di più, ma non è stato possibile.
Purtroppo non tutti, qui a Ragusa, amano davvero il Ragusa. Ci sono dinamiche interne che non tutti conoscono e che non fanno bene al Ragusa, e che a tempo debito verranno fuori. PROMESSO.
Da oggi non sarò più il consulente sportivo, ma resterò per sempre un tifoso azzurro.
Il dovere mi chiama.
Grazie a tutti.
Questo è un ARRIVEDERCI
Forza Ragusa sempre”. CONTINUA A LEGGERE
