ULTIM’ORA “Caso Messina” il comunicato della Figc, commutate in ammende le squalifiche per 20 calciatori. Avvocato Nostro: “Se le regole fossero state applicate azzerando le irregolarità del Messina, oggi parleremmo di un’altra storia: la Reggina sarebbe stata promossa in Serie C, il Città di Acireale avrebbe disputato i play-out in casa potendo contare su due risultati su tre contro il Gela, e la Sancataldese sarebbe stata inserita nei play-out”

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Nostro

Arriva il comunicato della Figc sul “Caso Messina” riguardante i 20 calciatori che hanno chiesto di patteggiare la squalifica che per alcuni avrebbe superato le 10 giornate e che sono state commutate in ammenda. In attesa del 24 settembre con l’udienza davanti al Tribunale Federale Nazionale, chiamato a esaminare il procedimento nato dalle presunte irregolarità relative ai tesseramenti effettuati dall’ACR Messina nella scorsa stagione. Sarà il Tribunale Federale Nazionale a valutare le contestazioni formulate dalla Procura e le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti. Ricordiamo che il deferimento non equivale a una condanna: sarà il giudice sportivo a stabilire se le violazioni contestate siano effettivamente sussistenti e, nel caso, quali sanzioni applicare.

Queste le parole dell’Avvocato Nostro, legale del Città di Acireale, tramite i suoi canali social. “Era tutto ampiamente previsto e cristallino già ad Aprile. L’accordo ex art. 126 del Codice di Giustizia Sportiva ratificato dalla FIGC (Comunicato Ufficiale n. 120/AA) chiude il cerchio e certifica quello che era evidente fin dal primo giorno: la vecchia gestione dell’ACR Messina ha operato in totale spregio delle regole, abusando del sistema attraverso l’iscrizione di una squadra e il tesseramento di decine di calciatori in maniera radicalmente illegittima.
​I provvedimenti della Procura Federale smascherano una gestione spregiudicata, condotta in violazione dell’art. 4 comma 1 del C.G.S. e dell’art. 32 del C.G.S., con contratti siglati e tesseramenti formalizzati tramite il sistema AS400 avvalendosi di soggetti colpiti da inibizione definitiva. Un’enormità di gare disputate in assenza totale di un valido titolo sportivo da parte di un’intera rosa, che ora confermano la gravità dei vizi d’origine.
​Questa farsa ha alterato profondamente i verdetti del campo e calpestato i sacrifici di chi ha lottato lealmente.
Se le regole fossero state applicate azzerando le irregolarità del Messina, oggi parleremmo di un’altra storia: la Reggina sarebbe stata promossa in Serie C, la Città di Acireale avrebbe disputato i play-out in casa potendo contare su due risultati su tre contro il Gela, e la Sancataldese sarebbe stata inserita nei play-out. La verità viene a galla ed in questo molti hanno fatto una figura barbina”. CONTINUA A LEGGERE

ULTIM’ORA Caso Messina, avvocato Nostro: “Avevamo ragione noi. Abbiamo scoperchiato un vaso di Pandora che non ha eguali nella storia della giustizia sportiva. Non ci sono precedenti di un club che ha disputato un intero campionato ben 32 partite schierando regolarmente una rosa composta da 25 tesserati irregolari”

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