ESCLUSIVA Barletta, il ds De Santis: “Campagna acquisti definita, l’alchimia con Paci e l’avvio di campionato: prima la salvezza, poi spazio ai sogni”
Ha la scorza dura di chi il calcio del Sud lo conosce zolla per zolla, e il fiuto di chi sa quando piazzare il colpo decisivo per ribaltare un campionato.
Vincenzo De Santis non è un direttore sportivo da scrivania e frasi di circostanza: la sua carriera parla la lingua dei fatti, fatta di promozioni conquistate con le unghie e di salvezze strappate dove altri avrebbero alzato bandiera bianca.
Da Andria a Potenza, passando per piazze infuocate come Taranto e Bisceglie, il suo marchio di fabbrica è sempre stato lo stesso: solidità, pragmatismo e una capacità quasi chirurgica di incidere quando il pallone pesa di più.
L’ennesima conferma è arrivata lo scorso aprile con la rincorsa capolavoro che ha riportato i biancorossi nel professionismo. Oggi, con la sessione estiva di calciomercato mandata in archivio e un avvio di stagione scoppiettante, il DS traccia un bilancio lucido e trasparente in casa Barletta.
A bocce ferme, la lettura del mercato estivo restituisce l’immagine di una società che aveva già gettato basi solide durante il pre-campionato. «Per quanto riguarda la sessione estiva sono ampiamente soddisfatto — esordisce il direttore De Santis —. Abbiamo effettuato solamente un’operazione in uscita e una in entrata, e questo dato fa capire con chiarezza quanto bene avessimo già lavorato nella fase di preparazione. Se proprio devo trovare un unico rammarico, è stato forse quello di non essere riusciti a innestare un ulteriore difensore centrale, ma va benissimo così: la rosa è strutturata e pronta».
Una prontezza confermata subito dal verdetto insindacabile del campo. L’avvio di campionato ha regalato quattro punti in due gare, spinti dal trionfo travolgente per 3-0 nel sentitissimo derby contro il Bari. Un avvio esaltante che però De Santis analizza con la consueta lucidità: «È chiaro che c’è da essere felici per come abbiamo iniziato: il lavoro paga sempre, ma la realtà è che non abbiamo ancora fatto nulla. La vittoria contro il Bari rimarrà indubbiamente negli annali del calcio barlettano per l’importanza e l’emozione che porta con sé, ma guai a montarci la testa. Ci vogliono equilibrio e grande serenità».
Il dirigente biancorosso non dimentica con quale facilità i giudizi possano oscillare nelle prime battute di una stagione: «Ricordo bene che dopo il primo tempo della gara di Caserta in molti già parlavano di una squadra non adeguata, quasi condannata a una stagione di sofferenze e alla retrocessione. Allo stesso modo, non è che adesso, dopo aver battuto il Bari, siamo diventati improvvisamente dei fenomeni. I momenti difficili arriveranno nel corso del campionato, è inevitabile; dobbiamo essere bravi a goderci questi momenti belli ma mantenendo sempre i piedi ben piantati per terra».
Dietro la solidità della squadra c’è anche una forte intesa con la guida tecnica. Un feeling con mister Massimo Paci nato da un’intuizione societaria e consolidatosi sul campo giorno dopo giorno: «A dir la verità, inizialmente il mister è stato un vero e proprio pallino del presidente. Tuttavia, dopo il primo colloquio che abbiamo avuto a Roma, mi è bastato pochissimo per capire di avere di fronte una persona speciale: un professionista innamorato del proprio lavoro, pulito e trasparente. Da lì è nato un rapporto di profonda fiducia reciproca; a volte possiamo avere anche vedute diverse su alcuni aspetti, ma il confronto avviene sempre con massima trasparenza e rispetto. Paci è uno stakanovista, un allenatore che ha una voglia incredibile di lavorare e che riesce a tirare sempre il massimo dai suoi calciatori. Davvero non c’è nulla da dire, anzi spero di potermi togliere ancora tante soddisfazioni e lavorare a lungo insieme a lui».
Guardando avanti, il percorso si preannuncia insidioso in un torneo dal livello tecnico elevatissimo. «Questo è un girone fortissimo, non mi faccio problemi a definirlo una Serie B2 — conclude De Santis —. Nelle fasi iniziali molte compagini saranno alla ricerca dei propri equilibri, ma sono convinto che alla lunga i reali valori di piazze e rose importanti come Bari, Salernitana e Catania emergeranno inevitabilmente. Noi, dal canto nostro, non dobbiamo abbassare la guardia: la ricetta è combattere fino all’ultima giornata, restando sempre sul pezzo. Il nostro obiettivo primario resta la salvezza. Poi, tutto quello che eventualmente verrà in più lo affronteremo a viso aperto e al massimo delle nostre possibilità, felicissimi se si presenteranno occasioni importanti, puntando sempre a valorizzare il più possibile i nostri giovani o elementi di valore come Da Silva». CONTINUA A LEGGERE

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