ESCLUSIVA, Francesco Dell’Aquila si racconta: “Le tappe del mio percorso, la piazza di Messina e la voglia di lasciare il segno alla Vis Pesaro”

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Cresciuto nei vivai di primissimo livello di Spal e Torino prima di affacciarsi tra i grandi con la maglia della Pro Vercelli, Francesco Dell’Aquila è un profilo che fa della qualità tecnica il suo punto di forza. Un mancino naturale e raffinato che, tra le tappe di un percorso in costante evoluzione, ha mostrato sprazzi del suo talento anche nell’esperienza a Messina prima dei passaggi ad Arezzo e Pontedera.

Oggi, il talento classe 2004 riparte con determinazione dalla Vis Pesaro, pronto a ritagliarsi un ruolo da protagonista assoluto.

L’esperienza a Messina e il legame con la piazza
​A Messina, nonostante qualche infortunio ne abbia limitato il minutaggio e un’annata amara conclusasi con la retrocessione in Serie D, sono bastate poche fiammate — come la rete messa a segno contro il Monopoli — per far intravedere la qualità del suo sinistro e accendere l’entusiasmo dei tifosi.
​«Per me Messina è stata sicuramente un’esperienza che mi ha fatto crescere tanto, soprattutto come persona, per tutte le situazioni che si sono create e le difficoltà complessive» – racconta Dell’Aquila. «Nonostante tutto, abbiamo continuato a scendere in campo per cercare di salvare una città che ci è sempre stata vicino. Un ringraziamento speciale va proprio ai tifosi, che non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto.»

La scuola dei grandi settori giovanili e il salto tra i professionisti
​L’impatto con il calcio dei grandi ha basi solide, costruite negli anni trascorsi nei settori giovanili di Spal e Torino, vere e proprie palestre di vita e di sport che hanno preceduto il debutto pro con la Pro Vercelli.
​«Crescere in vivai del genere ti aiuta tantissimo a diventare professionista fin da piccolo, insegnandoti a prestare attenzione a ogni dettaglio, anche a ciò che sta attorno al terreno di gioco. Ovviamente relazionarsi e giocare con compagni più grandi è un altro tipo di impatto: io ho sempre cercato di ascoltare i consigli di chi aveva più esperienza di me, ed è stata una fortuna incontrare persone che mi hanno dato una grande mano.»

Resilienza e lavoro duro per superare gli stop
​Nel momento di massimo rendimento, la continuità è stata talvolta ostacolata da problemi fisici. Un ostacolo che però non ne ha scalfito le ambizioni, temprandone invece la tenuta mentale.
​«Sicuramente gli infortuni hanno rallentato il mio percorso, ma non hanno minimamente bloccato la mia voglia di arrivare in alto. Nel calcio, come nella vita quotidiana, i momenti negativi ci saranno sempre: la differenza la fa il modo in cui reagisci. Ho sempre continuato a lavorare sodo per migliorarmi anche quando le cose non andavano per il verso giusto, ed ero certo che prima o poi i risultati sarebbero arrivati.»

Il capitolo Vis Pesaro: continuità e rilancio
​Ora la bussola punta con decisione verso Pesaro. Una piazza importante per ritrovare sensazioni positive e recitare un ruolo di primo piano nel campionato.
​«Sono davvero contento di essere qui alla Vis Pesaro: so bene che questa può rappresentare una stagione chiave per il mio rilancio. Durante l’estate ho faticato molto per arrivare al top fin dal raduno. L’obiettivo primario per quest’anno è garantire presenza costante e trovare continuità sul campo; tutto il resto verrà da sé, partita dopo partita.» CONTINUA A LEGGERE 

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