ULTIM’ORA Siracusa, Ricci: “Ci metto la faccia sia per gli errori del passato sia per ciò che è stato fatto in questi giorni. Dobbiamo riconquistare la credibilità con i fatti. La squadra avrà bisogno della tifoseria”
Intervistato in esclusiva da SiracusaNews, il presidente azzurro torna a parlare.
“Ci metto la faccia – dice – sia per gli errori del passato sia per quello che abbiamo fatto in questi giorni per consentire al Siracusa di iscriversi al campionato.
La credibilità non si compra in farmacia. L’avevamo costruita negli anni e si è dissolta nell’ultima stagione. Adesso dovremo riconquistarla con i fatti, attraverso il lavoro quotidiano”. Un percorso che definisce lungo e difficile, anche alla luce della profonda frattura apertasi con la tifoseria.
Il presidente non nasconde che, qualora si presentassero interlocutori seri e concreti interessati al club, la proprietà sarebbe pronta ad ascoltarli. “Se qualcuno vuole entrare o subentrare, la porta non è chiusa”. Ma, aggiunge, se questo non dovesse accadere, sarà lui stesso a portare avanti il progetto assumendosi “oneri e onori”.
Ricci si dice convinto che il Siracusa abbia oggi le condizioni per affrontare il campionato di Serie D, sottolineando come il contesto dei dilettanti sia profondamente diverso rispetto alla Lega Pro e assicurando che sono state individuate procedure e strumenti per evitare il ripetersi delle criticità che hanno caratterizzato la scorsa stagione.
Quanto al ritardo nella costruzione della squadra, il presidente non si sente preoccupato. Secondo Ricci, infatti, parte del lavoro sarebbe già stato svolto dietro le quinte e, ottenuta l’ufficialità dell’iscrizione, saranno annunciati tecnico, dirigenti e componenti dello staff che guideranno il nuovo progetto sportivo
Dopo aver ribadito le proprie scuse, lancia loro una proposta: cedere almeno il 3% delle quote societarie al comitato dei tifosi che sul finire della scorsa stagione ha consentito a squadra e staff di affrontare partite in casa e trasferta. Un’iniziativa che il presidente definisce un gesto di riconoscenza verso chi, nella fase finale della scorsa stagione, ha contribuito economicamente con circa 30 mila euro per sostenere il club.
“Il Siracusa Calcio non è Alessandro Ricci – afferma – ma è fatto dai giocatori, dallo staff e da tutta la città. La squadra avrà bisogno del sostegno della tifoseria” il suo appello. L’eventuale ingresso dei sostenitori nella compagine societaria, spiega, dovrà essere definito dai rispettivi legali, ma rappresenterebbe un primo passo per ricucire il rapporto con la piazza. Il presidente Ricci sostiene che la società abbia definito l’intera posizione tributaria, previdenziale e contributiva necessaria per ottenere l’iscrizione al campionato, precisando che sono stati gestiti anche debiti risalenti agli anni precedenti alla sua gestione. Restano ancora alcune posizioni aperte con i fornitori, ma l’obiettivo dichiarato è quello di completare il risanamento entro la fine dell’anno. Infine uno sguardo al futuro. “È una salita ripidissima, come scalare l’Everest senza bombole d’ossigeno“, ammette Ricci, spiegando però di aver ritrovato la forza e l’entusiasmo per andare avanti. L’auspicio è quello di tornare presto a parlare soltanto di calcio giocato. E, nelle intenzioni del presidente, il nuovo Siracusa dovrà partire proprio da qui: da una gestione più solida, da uno staff completamente rinnovato e dalla volontà di ricostruire, passo dopo passo, il rapporto con la città. CONTINUA A LEGGERE
