Reggina, Torrisi: “Domani in campo ci vogliono i fatti e la voglia, fondamentale non sbagliare. Allenare la Reggina è un privilegio, ho trovato qualcosa di inspiegabile. Coltiviamo un sogno e chi lo sa se possiamo avere delle belle notizie”
Intervenuto ai microfoni per Reggina-Sambiase, mister Torrisi ha rilasciato delle dichiarazioni.
Queste le sue parole: “È fondamentale domani cercare di non sbagliare assolutamente l’approccio alla gara e la partita. È di vitale importanza vincere perché sappiamo quello che potrà accadere e dobbiamo farci trovare pronti e in ogni caso continuare anche se le condizioni mentali non sono state delle migliori dopo le ultime partite dove ci siamo un po’ più allontanati psicologicamente dal primo posto, ma nonostante ciò abbiamo dato continuità ai risultati perché abbiamo fatto nelle ultime 6 cinque vittorie e un pareggio. Veniamo da risultati importanti a cui dobbiamo dare continuità, però domani sappiamo che non sarà semplice ma dobbiamo farci trovare pronti anche in vista degli eventuali playoff.
Penso che non possiamo trovare alibi sul discorso extracampo, anzi sono eventuali situazioni che potrebbero essere a nostro favore, anche per questo dovremo fare il massimo. La contestazione prevista per domani al Granillo di sicuro non aiuta la squadra e questo l’ha dimostrato il corso della stagione perché questa è una squadra che ha dimostrato che quando è cambiato il vento, quando la curva ha iniziato a incitare la squadra è cambiata la stagione. I tifosi per noi sono stati determinanti in questo percorso, tantissimi meriti vanno alla curva per quello fatto fino ad oggi e questo mi preoccupa, perché la squadra ha dimostrato che in clima di contestazione non è riuscita a fare risultati importanti, ma noi dobbiamo cercare di vincerla in tutti i modi consapevoli di incontrare un avversario tosto con la seconda miglior difesa del campionato. Domani ci vogliono i fatti e la voglia in campo.
Io non ho mai disprezzato il lavoro di nessuno, ma quando si parla di dati oggettivi io ho parlato di una squadra che ha fatto 8 otto partite e otto punti, con una media di 1 punto a partita. Parlare male del lavoro di chi mi ha preceduto? Io non ho mai parlato di aspetto tecnico, l’unica cosa che ho detto e ribadisco: è stato dire di aver trovato una squadra imbarazzante a livello fisico. Ma non ho mai parlato male del lavoro degli altri, non è mia abitudine. Noi siamo giudicati dai numeri, dai risultati e da ciò che portiamo. Per quel che mi riguarda io ho promesso alla piazza che la Reggina avrebbe lottato fino all’ultimo per la vittoria del campionato, lì mi sono preso una responsabilità enorme perché per quello che era il contesto, arrivare già a questo punto mi sono preso una responsabilità con un rischio elevatissimo di non riuscita e nonostante ciò ci siamo riusciti a fare il massimo di quello che potevamo fare. E non è il massimo perché non ho una rosa che poteva fare di più o per sminuire il lavoro fatto assieme ai ragazzi, ma perché assieme ai ragazzi nel nostro percorso meglio di noi non ha fatto nessuno. Poi se qualcuno pensa che questa squadra poteva o ha nelle corde di poter vincere tutte le partite, si sbaglia. Ma io le ho vinte tutte perché in questo campionato di serie D meglio di me non ha fatto nessuno. La mia squadra ad oggi in tutto quello che ha fatto, l’unica prestazione indegna che ha fatto è stata il secondo tempo di Lamezia, con l’Acireale abbiamo creato 5 palle gol, poi abbiamo subito un contropiede dove ci sono due incidenti individuali e abbiamo preso gol. Ma quanto dobbiamo creare per vincere? A Gela 22 tiri in porta, cosa dovevamo fare di più? Sicuramente la perdita incide, era scritto che dovevano andare così. Per me esiste vincere o non vincere, e noi ad oggi non abbiamo vinto e su questo nessuno può cercare alibi, vuol dire che qualcosa non l’abbiamo fatta meglio degli altri, sono il primo a non cercare scuse. Domani che è 3 maggio, io e nessun altro ha preso l’impegno con la curva, e io ringrazio tutti per il sostegno che ci hanno dato, e se c’è qualcosa da dire, lo ascolteremo in silenzio. Fermo restando che io alla squadra non posso rimproverare nulla, li posso solo ringraziare. Abbiamo fatto un percorso straordinario e questo è sotto gli occhi di tutti.
Reggio nel mio percorso di crescita mi lascerà tanto, allenare la Reggina è un privilegio, è una delle poche società che hanno storia, qui si respira un calcio diverso. Qua da lunedì al sabato tutto c’è tranne che serie D, per me è stato un onore essere su questa panchina. Io ho allenato il Trapani nel miglior momento, ma è imparagonabile Reggio Calabria, qui ho trovato qualcosa di inspiegabile. Sono orgoglioso e onorato, sul futuro ho le idee abbastanza chiare, poi se c’è qualcosa da dire lo dirà il Presidente, io sono abbastanza sereno. Sicuramente non posso rimproverare a me e allo staff di non aver lavorato, abbiamo lavorato in maniera incessante 24h su 24 chiusi in ufficio assieme anche al direttore sportivo Bonanno, di cui si parla troppo poco e che con queste categorie c’entra veramente poco e che ha fatto un grande lavoro all’interno del team. Adesso ancora non dobbiamo mollare, abbiamo l’obbligo morale di continuare per cercare anche di avere qualche notizia positiva dall’extracampo, abbiamo buone percentuali e possibilità per quello in cui crede la Reggina. Coltiviamo un sogno e chi lo sa se possiamo avere delle belle notizie da qualcuno che magari ha fatto qualche errore e possiamo trarne vantaggio noi.
Ognuno deve essere cosciente delle responsabilità che ha quando fa calcio. L’Igea ha pagato a caro prezzo un errore, non vedo perché dove ce ne siano altri, anche gli altri non debbano pagare. Ogni cosa deve essere attenzionata con competenza. Non so se errore ci sia o meno, ma qualora ci fosse penso che sia giusto e corretto anche a discapito degli altri che fanno le cose per bene non far passare inosservato nulla.
Nella vita ognuno deve cercare in tutti i modi di crearsi una figura che deve piacere in primis a se stesso, a me non interessa essere simpatico, a me interessa essere antipatico e vincente, difficile che uno che sia vincente sia anche simpatico. Il parere e il giudizio che per me conta durante una stagione è quello dei miei giocatori e della mia società, anche quello subordinato sempre ai risultati. Le cose non sono andate male, abbiamo dei numeri dove dicono che meglio di quello che abbiamo fatto assieme alla squadra non è stato fatto da nessuno. Non potevamo vincere tutte le partite, che c’è delusione, perché l’aspettativa che i ragazzi hanno ricreato ha dato una speranza in più di poter riaprire e vincere il campionato, e ci siamo anche riusciti a qualche settimana fa, purtroppo poi non siamo stati bravi e fortunati anche alcune volte, a metterci primi in classifica. Le cose sono andate bene, potevano andare in maniera eccezionale, dobbiamo fare una distinzione fondamentale per evitare equivoci. Se noi facciamo la Reggina che vince il campionato di D per il blasone, non è normalità, perché il club non fa classifica, se poi invece mettiamo il lato del risultato sportivo ricordando da dove si è partiti e dove si stava arrivando qualora si avesse vinto, era un miracolo calcistico, cosa che Reggio conosce e li ha fatti in serie A. Quello che si è fatto invece è stato un grande lavoro che hanno fatto i ragazzi assieme allo staff, che alla fine purtroppo non ci porterà alla vittoria ma non può neanche essere insabbiato. Preferisco essere antipatico anziché simpatico e avere la pacca a fine di ogni partita soprattutto in un mondo dove di uomini veri ce ne siamo pochi, io non mi voglio vendere a nessuno.
Quando siamo tutti lì poi chi sbaglia meno e chi fa più punti alla lunga arriva, a livello di gioco il nostro problema è stato abbastanza chiaro durante la stagione: le squadre che si difendevano a blocchi bassi, li abbiamo avuto difficoltà enormi, perché non riuscivamo a passare in vantaggio subito. Alcune volte siamo stati poco precisi, forse bisognava cambiare qualcosa e l’avevamo anche fatto anche per necessità, però poi alla fine il risultato è stato sempre lo stesso. Abbiamo vinto tutti gli scontri diretti, ma qualcosa manca e questo a me non mi dà pace, io credevo veramente di avere ormai vinto il campionato mentalmente, purtroppo non ci siamo riusciti e il mea culpa lo faccio io in primis. Per uno come me, è un rammarico enorme”. CONTINUA A LEGGERE
